Lodi per due mesi profuma di buono tutta la Lombardia

Pranzi e cene nel segno di salumi, formaggi e belle storie. E domani in piazza Vittoria risotto da guinness

Due mesi nel segno di Lodi e delle eccellenze del Lodigiano nel segno di un evento, denominato Lodigiano in festa, che quest’anno compie vent’anni e promette di ingolosire una volta ancora tutti coloro che amano la buona tavola e convergono sulla zona pronti a papparsela. Sono due mesi di pranzi, cene e degustazioni da domani al 30 novembre, da sabato a domenica, una straordinaria serie di appuntamenti bene illustrati nel sito www.lodigianoterrabuona.it, piuttosto che da chi risponde al numero 0371.428413.
Lodi è sinonimo di cose buone come il riso nelle varietà Carnaroli, Baldo, Arborio e Selenio, preparato nei modi più disparati che fa ricca la tavola. Lodi era un tempo la patria del formaggio Lodigiano, bianco dentro e nero fuori (una sottile pellicola), con un sapore spiccato e maschio. Divenuto un ricordo per i cambiamenti produttivi intercorsi e per palati più morbidi, tutto a favore del Grana Padano, è oggetto da alcuni anni di una riscoperta grazie alla passione di due aziende, la Alberto Dede a Borghetto Lodigiano e Zucchelli a Orio Litta. Non è invece mai tramontata la stella del Panerone, unico formaggio italiano che non viene sottoposto a salatura, solo latte crudo e caglio, dettagli che lo rendono di certo unico, ma anche per intenditori, modo elegante per dire che può anche non piacere per quella punta amarognola che non tutti gradiscono. A Santo Stefano Lodigiano ecco invece l’azienda agricola del Fratelli Lodigiani (Lodigiani di cognome) che, nata quattro anni fa, si impegna seriamente nell’allevamento naturale, tipo alimentazione a mais prodotto al loro interno, del maiale, le cui carni si distinguono soprattutto nella confezione di uno straordinario salame.
E poi i vini che però sono prodotti a San Colombano al Lambro, comune che si ribellò quando sedici anni fa venne istituita la provincia di Lodi e ottenne di rimanere sotto Milano perché i suoi vini hanno un senso commerciale se si possono presentare e vendere come vini di Milano, vantaggio che si perde come prodotti lodigiani perché quella del posto è una campagna troppo piatta perché sia assimilabile all’immagine di bacco. Tra i produttori migliori Carlo Pietrasanta, 0383.640498, figura molto attiva a livello di strade del vino lombardo, appassionato anche a questa kermesse ormai prossima al via.
Quarantacinquemila persone a tavola l’autunno scorso, altrettante se ne attendono ora. Le prime arriveranno in questo week-end grazie a Lodigiano in mostra «scoprire, conoscere e gustare la storia, la cultura, l’artigianato, l’enogastronomia e l’ecoturismo di Lodi e della sua provincia», stradasaporilodigiani.it. Tutto in piazza della Vittoria a partire dalle ore 10 domani e da mezzogiorno domenica. Particolare attesa in città per quella che annunciano come una Risottata da guinness alle 19, risotto in grande quantità, si spera almeno di discreta qualità. Dopodomani invece, alle 13, il risotto sarà (relativamente) più meditato perché «il riso Lodigiano incontra il fungo porcino della Val di Taro». Evviva evviva. E via divertendosi fino a fine novembre ovunque in zona.