Lodi e il suo record 489 chilometri di piste ciclabili

Initile portarsi la bici da casa: la si noleggia facilmente per poi andare a visitare chiese, casali e trattorie

Se i Romani la chiamarono Laus, avranno avuto i loro buoni motivi. Bella è bella davvero, Lodi e lodarne, per l'appunto come dice l'etimologia, le bellezze è ancor più facile quando l'autunno, con la sua luce più matura, pennella i profili di questa terra nata da un impasto di arte acqua e pianura.
L'occasione di un gita fuori porta nel Lodigiano, in questa stagione, ha infatti per compagna ideale una bicicletta: sono 489 i chilometri di piste ciclabili, ma non dovrete percorrerli tutti né sarà necessario portarvi la bicicletta da casa dato che sono molti i cosiddetti ciclo point della provincia dove noleggiare city bike anche con seggiolino oppure kid bike (www.ciclodi.it, www.biciturismo.lo.it, biglietto giornaliero da 4 euro).
Sono molti i percorsi possibili: se cercate emozioni fra i vigneti allora volgete i pedali e le ruote verso San Colombano al Lambro, Sant'Angelo Lodigiano o fra le colline di Graffignana. Ma se siete neofiti del territorio, allora vi ci vuole un po' di Abc e quindi l'itinerario da Lodi (Laus Nova) a Lodi vecchio (Laus Pompeia) è quello che fa per voi, lungo meno di meno di 20 chilometri il percorso circolare. Conoscerete così i tesori della città «moderna» voluta dal Barbarossa, dal Tempio civico dell'Incoronata, al Duomo, al castello, a San Francesco, l'autunno strizza l'occhio a Lodi perché accende le tinte pastello delle case porticate di piazza Vittoria, scaldando la facciata, tutta mattoni e ingegno, del Duomo, dedicato a San Bassiano. La Lodi romana, invece, Lodi Vecchio, conserva ancora tratti di mura, mentre la basilica (sempre dedicata a San Bassiano), fondata nel IV secolo, rifatta in epoca romanica e poi gotica, ha inaugurato la tipica facciata a vento, tratto somatico tipico di molte chiese lombarde.
Per saldare in un percorso tutti questi monumenti, a cavallo di un bicicletta, partite da Lodi, in piazzale 3 agosto, imboccando per un tratto la via Emilia. Ma sarà solo l'inizio, perché poi l'itinerario si snoda in fra alberi e pioppeti, in un paesaggio quasi collinare, toccando diverse cascine e spesso costeggiando rogge e il canale della Muzza. Un buon punto di sosta, all'andata o al ritorno, è La Coldana, www.lacoldana.it, 0371/431742, tipica cascina lodigiana con ristorante e spaccio agricolo di formaggi biologici, aperto anche nel fine settimana.
Lasciata Lodi Vecchio e rientrati in città, ricordate anche le altre mirabilia per cui Lodi merita una visita, dalla torta Tortionata (pasticceria Tacchinardi, piazza della Vittoria) agli amaretti dedicati a Fanfulla, eroe locale. Inoltre per i più golosi, fino al 9 dicembre, prosegue la rassegna gastronomica dedicata alla Strada del vino San Colombano e dei Sapori lodigiani che propone in molti ristoranti della città menù a partire da 15 euro (per l'elenco completo e un esempio di menù, telefonare allo 0371/428413 o www.turismo.provincia.lodi.it.