L'odissea dei bagagli: 42 milioni di valigie perse negli aeroporti

Nel 2007 in Europa gli effetti personali mai riconsegnati ai proprietari sono cresciuti del 16,6%. Il commissario Ue ai Trasporti, Tajani: "Aperta un'indagine, presto nuove leggi"

Un viaggio di sola andata per 42 milioni di valigie in tutta Europa, perse nei meandri degli aeroporti internazionali e mai riconsegnate ai legittimi proprietari. È l'incredibile cifra dei bagagli smarriti durante l'ultimo anno di riferimento (il 2007). E consoliamoci: la nostra Alitalia, più croce che delizia per gli italiani, è «soltanto» quinta nella speciale classifica delle compagnie più inaffidabili. Infatti, secondo le statistiche, svetta la British Airways con 23 valigie perse ogni mille passeggeri, seguita dalla portoghese Tap (21/1000) e la Lufthansa (18,1/1000). Air France e Klm, neo partner della compagnia di bandiera, si piazzano al quarto e sesto posto rispettivamente, con una media di 16,5 bagagli smarriti ogni 1000 viaggiatori, esattamente la performance fatta registrare da Alitalia. Come dire, ecco cosa hanno davvero in comune le sorelle dei cieli. Air One, invece, nel 2007 andò meglio, con una perdita di bagagli ferma al 9,9/1000.
Un fenomeno su cui adesso anche l'Unione europea vuole fare luce. Il vicepresidente della Commissione Ue con delega ai Trasporti Antonio Tajani, ieri ha annunciato l'apertura di un'indagine per verificare l'esattezza di dati talmente allarmanti. «La tutela dei diritti dei passeggeri è una componente essenziale della politica europea dei trasporti - ha commentato Tajani -. Perciò ho deciso di agire immediatamente per preparare eventualmente un forte intervento politico.
Resta il fatto che, ad oggi, secondo l'associazione britannica dei consumatori Air Transport Users Council (Auc) lo scorso anno erano state «disguidate» 36 milioni di valigie; la crescita dunque sarebbe pari al 16,6 per cento in più. Indumenti intimi, magliette, spazzolini da denti, macchine fotografiche, documenti, sono questi gli articoli da viaggio più comuni e puntualmente «spariti». Secondo la legge dei grandi numeri, una vera ricchezza che ha pure un mercato, quello delle aste. In Italia i bagagli smarriti vengono custoditi in aeroporto per un mese. Se non si presenta nessuno a reclamarli le autorità di pubblica sicurezza li aprono, controllano se è possibile risalire al proprietario. Quando ci si riesce la valigia torna a «casa», in caso contrario finisce sotto la responsabilità dell'Enac che, dopo un paio di anni di deposito, apre un'asta pubblica e vende «la merce» al miglior offerente. In Gran Bretagna, invece, i tempi sono molto più ristretti. Se dopo tre mesi il proprietario non si fa vivo, si mette tutto all'asta e il ricavato finisce a organizzazioni di beneficenza. Le valige non vengono aperte dalla polizia, quindi è al buon cuore del compratore rintracciare il proprietario originale, se ne ha la possibilità. Il prezzo di una valigia a Heathrow, come riportato da un servizio del sito della Bbc è di circa 20 euro, alle aste partecipano professionisti del settore, che comprano quasi sempre a scatola chiusa. Gli oggetti acquistati a volte continuano la loro «odissea» perfino su internet, magari su E-Bay dove addirittura incrementano il loro valore di partenza (è il caso dirlo!). Il guadagno in questi casi può arrivare fino a sei volte la spesa dell'asta.
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