Lodo Alfano, il Pdl: "Automatico e rinunciabile" Il testo di Fli: "Si potrà usare una volta sola"

Bocchino: "C'era l'accordo poi è stata aggiunta la reiterabilità e di fatto diventa un'immunità. Favorevoli se si torna all'intesa iniziale, ma non si andrà da nessuna parte". Vizzini: "Lodo in vigore dalla prossima legislatura". Gli 8 emendamenti dei finiani per evitare la reiterabilità

Roma - Il lodo Alfano può diventare "automatico e rinunciabile". Tanto per il capo dello Stato quanto per il presidente del Consiglio: è il contenuto dell’emendamento messo a punto dal Pdl e spiegato brevemente dai senatori Carlo Vizzini e Gabriele Boscetto, incontrando i giornalisti a Palazzo Madama, subito dopo un incontro col presidente del gruppo Pdl, Maurizio Gasparri. L’emendamento del Pdl, primo firmatario Gabriele Boscetto, capogruppo alla Commissione Affari costituzionali, non entra nel nodo della reiterabilità. "Non c’è la mia firma - ha spiegato Carlo Vizzini, presidente della Commissione e relatore del provvedimento - perché mi fermo un passo indietro rispetto a questo tema essendo stato il destinatario della lettera del presidente della Repubblica".

Viespoli d'accordo La proposta che intende presentare il Pdl di rendere automatica l’applicazione del lodo alle alte cariche dello Stato viene definita "condivisibile" dal presidente dei senatori di Fli, Pasquale Viespoli. "Ci riserviamo di leggere il testo degli emendamenti del Pdl - prosegue -, ma per quanto riguarda la proposta di rendere automatica la sospensione dei processi al capo dello Stato e al presidente del Consiglio, ci sembra assolutamente condivisibile".

L'emendamento di Fli sulla reiterabilità La sospensione dei processi potrà valere solo una volta. È questa la proposta che presenteranno i finiani al ddl costituzionale sul lodo Alfano. Il consulente giuridico di Fini Giulia Bongiorno spiega alla stampa gli otto emendamenti che depositeranno nel pomeriggio in commissione Affari Costituzionali insieme al capogruppo Pasquale Viespoli, all’unico componente di Fli in commissione Maurizio Saia e al deputato dell’Mpa Pasquale Pistorio, sostenendo che non si tratta di "paletti". "Noi - sottolinea Bongiorno - vogliamo solo mettere dei limiti per rendere più accettabile il provvedimento". Il lodo Alfano non è reiterabile, mai, in nessun caso. È quanto prevede l’emendamento messo a punto dal gruppo di Futuro e libertà in Senato. "La sospensione (del processo, ndr) di cui alla presente legge non è reiterabile e non si applica nel caso di successiva investitura, anche nel corso della medesima legislatura, nella stessa o in altra delle cariche o delle funzioni".

Vizzini: "In vigore dal 2013" Per Carlo Vizzini, si potrebbe estendere il legittimo impedimento fino a fine legislatura e introdurre il lodo Alfano dalla prossima. "Quando lo scudo è entrato in vigore nel 2008 si parlava di cinque anni, la durata di una legislatura" ha ricordato il senatore del Pdl, presidente della commissione Affari costituzionali che sta esaminando il provvedimento, intervistato a Omnibus su La7. Per come stanno ora le cose, ha aggiunto, "il lodo Alfano entrerebbe in vigore nel 2012 e quindi varrebbe per un anno? Bisognerebbe estendere il legittimo impedimento fino alla fine di questa legislatura e poi introdurre il lodo Alfano - ha spiegato - che senso ha il lodo Alfano per un anno?". 

Il pessimismo di Bocchino Il lodo Alfano "secondo me finisce su un binario morto". La sentenza è di Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, intervenendo alla trasmissione di Rai Tre Agorà. "Sono convinto che alla fine si toglierà la reiterabilità e la norma si voterà così come era quando avevamo fatto l’accordo, ma ho anche l’impressione che questo lodo Alfano non andrà da nessuna parte" ha spiegato. "Noi siamo favorevoli al lodo Alfano così come l’avevamo concordato, senza la reiterabilità - ha insistito - rispetto all’accordo che avevamo fatto è stata aggiunta la reiterabilità su cui noi non siamo d’accordo, perché finisce che se uno si candida e viene eletto più volte questo diventa un’immunità". Comunque, ha concluso, "se si torna a un testo ragionevole noi lo voteremo. L’accordo per ora non c’è".