Lodo Mondadori, 18 mesi a Previti. La Cassazione conferma la pena

E' l'atto conclusivo di un'epopea processuale che affonda le radici nel 1991. L'amarezza della difesa: Forza Italia: la persecuzione continua

Milano- La sentenza è definitiva. La seconda sezione penale della Corte di cassazione, dopo otto ore di camera di consiglio, ha confermato la decisione presa dai giudici d’appello del processo Lodo-Mondadori per Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico (tutti e tre condannati a 18 mesi di reclusione) e l’ex giudice Vittorio Metta (2 anni e 9 mesi di reclusione). È l’atto conclusivo di un’epopea processuale che affonda le radici dell’accusa nel 1991, anno in cui la Corte d’Appello di Roma annulla il lodo arbitrale che assegnava a Carlo De Benedetti il pacchetto di azioni Mondadori.

Tre gradi di giudizio che non si scostano dall’impostazione iniziale. Quella secondo cui la sentenza venne «aggiustata » dietro il pagamento di denaro che - hanno sostenuto i magistrati milanesi nel corso dei processi di primo e secondo grado - passò dai conti di Previti. Il quale, in virtù della sentenza, potrebbe perdere la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali e tornare agli arresti domiciliari per una ventina di giorni. Poi la pena sarà da considerarsi scontata.

La Cassazione, dunque, ha respinto i ricorsi della difesa che aveva chiesto l’applicazione della prescrizione. Gli avvocati di Previti, infatti, speravano che la Corte valutasse la consegna del denaro come la prova del reato di modo che questo risalisse a prima della sentenza «comprata» del 24 gennaio 1991. Se questo ragionamento fosse stato accolto dai giudici, calcolando i tempi di 15 anni, otto mesi e venti giorni, la prescrizione per Previti sarebbe già intervenuta da circa un anno. Così non è stato. Perché il procuratore generale della Cassazione ha tenuto conto del «versamento» di denaro come prova fino a dicembre del 1993, applicando quindi la continuazione del reato con Imi-Sir.

«Amara delusione» è il laconico commento dei difensori di Previti, Sandro Sammarco e Giorgio Perroni. Immediata la solidarietà di Forza Italia, «che si stringe - commenta il coordinatore azzurro Sandro Bondi - intorno a lui» in un clima «sempre più involgarito e incanaglito della vita civile italiana, che non porterà a nulla di buono». Per Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore, «siamo di fronte a una sentenza basata sul nulla. È stata consumata una durissima persecuzione giudiziaria».