Lodo Mondadori: sospeso il risarcimento a Cir

La Corte d’appello ha deciso di mantenere sospeso il pagamento del risarcimento di 750 milioni a cui è stata condannata Fininvest nei confronti di Cir. Confalonieri: &quot;La decisione danneggia comunque Mediaset&quot;. Vaccarella: &quot;Spargere sangue in questa fase non è utile&quot;<br />

Milano - La seconda sezione civile della Corte d’appello del tribunale di Milano ha deciso di mantenere sospeso il pagamento del risarcimento di 750 milioni a cui è stata condannata Fininvest nei confronti di Cir. Inoltre, ha dichiarato l’avvocato Romano Bacarella, difensore di Fininvest, in cambio di una decisione della corte d’appello a breve nel merito, la holding della famiglia Berlusconi fornirà come garanzia una fidejussione bancaria che, in caso di conferma della condanna, potrà servire a pagare comunque il risarcimento. Il 22 dicembre prossimo è stato fissato un nuovo incontro tra le parti per la presentazione della fidejussione. L’inizio dell’appello nel merito rimane fissato a febbraio 2010.

Accordo
È stato il giudice all’apertura dell’udienza a chiedere alle parti se c’era una possibilità di accordo sulla sospensiva. A questo punto, dopo essersi consultati fra loro, i legali di Fininvest hanno proposto una fideiussione a copertura dell’intero importo del risarcimento e a garanzia dell’eventuale pagamento dei 750 milioni di euro. Da quanto si è appreso Cir ha accettato, a patto però che a emettere la fideiussione sia una primaria banca. Quest’ultima è ancora da individuare e le parti devono mettersi d’accordo anche sul testo della fideiussione. La soluzione trovata mantiene da un lato sospesa l’esecutività della sentenza con cui a ottobre il giudice del tribunale civile Raimondo Mesiano ha condannato la Fininvest a risarcire la società di Carlo De Benedetti per la vicenda Lodo Mondadori. Dall’altra la fideiussione dovrebbe assicurare una sentenza nel merito da parte della Corte d’Appello veloce.

Confalonieri: "Decisione danneggia Mediaset"
"Mediaset è posseduta per il 40% dalla Fininvest, però, certo è una cosa che danneggia comunque". Così il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri interviene sulla decisione presa oggi in aula nel corso dell’udienza sul cosiddetto processo Lodo-Mondadori. Sulla fideiussione di 750 mln di euro "è una garanzia - precisa Confalonieri - e la garanzia costa". Sulle possibili ricadute per il gruppo Mediaset, Confalonieri conclude "comunque sia non hanno come Fininvest la libertà di prima, di muoversi sotto il profilo finanziario".

Vaccarella: "Spargere sangue non è utile"
"Spargere sangue in questa fase non è utile, sia a noi sia a Cir interessa una decisione a breve nel merito". Con queste parole Romano Vaccarella, uno dei legali Fininvest, spiega le ragioni dell’armistizio davanti alla corte d’Appello. "Abbiamo la necessità di giocare a bocce ferme" precisa Vaccarella aggiungendo che lo scontro per lo scontro in questo momento avrebbe finito per danneggiare tutti.

Cir: "Soddisfatti per sentenza" Cir e i suoi legali, Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, "esprimono soddisfazione per l’esito dell’udienza" di oggi sull’istanza di sospensione della sentenza civile di primo grado sul Lodo Mondadori. Lo comunica la società. In apertura dell’udienza, ricorda Cir, "il presidente della Corte d’Appello ha chiesto alle parti di verificare la possibilità di trovare un accordo sul tema dell’esecuzione. A questo punto Fininvest ha proposto il rilascio a favore di Cir di una fideiussione a prima richiesta, emessa da una primaria banca, per garantire la stessa Cir sulla totalità del risarcimento stabilito in primo grado, oltre a interessi e accessori". "Cir ha dichiarato di aderire alla proposta di Fininvest previa verifica del testo della fideiussione sul quale le parti dovranno concordare e sul presupposto di tempi brevi di definizione del giudizio d’appello".

La soddisfazione di Fininvest "La Fininvest esprime soddisfazione per il risultato dell’udienza odierna sulla vicenda lodo Mondadori, in quanto è stata mantenuta la sospensione dell’esecuzione della sentenza di primo grado". Lo comunica la holding di Silvio Berlusconi in una nota. "La società con i suoi legali - prosegue la nota - si concentrerà ora sul merito del processo d’appello, essendo fiduciosa che le proprie buone ragioni verranno in quella sede riconosciute, con la riforma della sentenza impugnata".