Loiero espulso dalla Margherita «È un provvedimento inutile»

Felice Manti

da Milano

Il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero è stato espulso dalla Margherita. La decisione è stata presa ieri all’unanimità dal direttivo regionale di Dl. La «colpa» del governatore calabrese è quella di aver sostenuto, insieme ad alcuni «dissidenti», una lista alternativa alla Margherita alle prossime elezioni.
La decisione era comunque nell’aria da tempo: nei giorni scorsi i vertici regionali del partito avevano detto apertamente che «i promotori, i candidati e chi sostiene formazioni politiche concorrenti con la Margherita» sarebbero stati espulsi. La notizia dell’allontanamento è arrivata proprio mentre Loiero, insieme ad alcuni fedelissimi, stava presentando la sua lista «Codacons - La Calabria con il presidente», nella quale sono candidati l’assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo (anch’egli espulso dalla Margherita), l’ex presidente di Forza Italia della Provincia di Reggio Calabria Pietro Fuda e l’ex sindaco Ds di Cosenza, Eva Catizone.
Alla notizia il governatore ha fatto spallucce: «Fuori dalla Margherita lo ero già da mesi, per cui il provvedimento che mi dichiara “cessato” (che brutto termine!) dal partito non mi stupisce. Anzi è pleonastico e inutile». La decisione di Loiero di presentare una lista alternativa alla Margherita era nata dopo che i vertici nazionali di Dl avevano deciso di catapultare in Calabria alcuni esponenti nazionali, come Enzo Bianco, a scapito di importanti politici locali, che secondo Loiero andavano invece «valorizzati».
Ma in realtà lo strappo tra Loiero e la Margherita era nato in precedenza, come ha ammesso ieri lo stesso Governatore. «Io mi ero autosospeso nel dicembre scorso - precisa - quando in una riunione a Roma presieduta da Franco Marini si arrivò a censurare l’assetto delle Asl dato dalla giunta regionale con chiare scelte di rinnovamento non gradite. Nessun dramma, ma la Margherita calabrese avrebbe dovuto fare mea culpa ed essere più prudente».
Loiero ha anche annunciato di aver presentato alla Digos di Catanzaro una querela per diffamazione nei confronti dell’ex parlamentare socialista e assessore nell’ex Giunta regionale di centrodestra, Saverio Zavettieri, leader dei Socialisti di Bobo Craxi. In una intervista al Quotidiano della Calabria Zavettieri aveva parlato di «interessi oscuri trasversali» dietro la scelta di Loiero, e di un governatore che «sta cercando una via d’uscita dalla Regione Calabria».
Quel che è certo è che lo strappo che si è consumato ieri potrebbe ripercuotersi anche in Consiglio regionale. Il prossimo 14 marzo si dovrà decidere, dopo diverse fumate nere, il successore alla vicepresidenza del Consiglio di Francesco Fortugno, il consigliere della Margherita ammazzato a Locri lo scorso ottobre. «Quel posto tocca ai Dl», ha detto ieri Loiero, che poi ha aggiunto: «Non voglio fare la guerra alla Margherita, voglio fare una scommessa in Calabria. Se dovessimo perderla, io sono in grado di trarne le conseguenze».