Loiero: ho subito quella norma approvata dal Polo

Riceviamo dal presidente della giunta della Regione Calabria e pubblichiamo.

Egregio direttore, sono purtroppo abituato a subire attacchi indecorosi ma quanto scrive oggi il suo giornale («Baby pensionati a peso d’oro: paga la Calabria», con richiamo in prima e con tanto di «Accuse a Loiero»), è veramente troppo e intollerabile perché ribalta la realtà con chiaro intento di denigrazione personale e politica nei miei confronti. Si parla di «accuse a Loiero» per quello che, invece, ha fatto il centrodestra e che quindi Loiero ha subito.
Concordo con il giudizio che la legge sui prepensionamenti è una vergogna, ma di tale vergogna la responsabilità è tutta di quella maggioranza di centrodestra che l’ha approvata nella passata legislatura. Sinceramente disgustosa, poi, la lettura che si dà dell’applicazione di tale legge perché mi s’incolpa – sull’onda di un qualunquismo dilagante – di mosse clientelari in vista delle elezioni comunali di Reggio Calabria.
Ricordo ai suoi lettori, visto che il suo giornale ha omesso di farlo, che la legge n. 8 del 2005 che concede incentivi per favorire l’esodo di dipendenti regionali, non solo è stata voluta e votata dal centrodestra ma è stata approvata alla vigilia delle elezioni regionali. Qualche dubbio che sia stata approvata per motivi clientelari, per favorire qualche amico di chi allora governava e prefigurarsi così un vantaggio elettorale, venne anche a me che allora ero parlamentare nazionale. Tale intento, però, va addebitato – ripeto - alla giunta e al consiglio regionale della Casa delle libertà che governavano nella legislatura 2000-2005 e quindi contro di me e contro l’attuale maggioranza.
Del resto, la grande parte delle domande di pensionamento fu depositata prima del mio insediamento. La stessa operazione si era tentato di fare, in limine mortis, con la nomina fiduciaria di decine di alti dirigenti da parte della giunta Chiaravalloti, formata da Forza Italia, An, Udc e alleati minori. In quel caso la legge sullo spoil system da noi subito approvata e passata indenne al vaglio della Corte Costituzionale, ha evitato almeno quest’ultima beffa ai calabresi.