L'Olanda manda a casa la Romania: niente biscotto

Van Basten cambia anche il portiere, ma i sostituti non fanno rimpiangere i titolari: Huntelaar e Van Persie castigano gli avversari. Romania troppo brutta per essere vera: 2-0 ed eliminazione

Berna - E' bastata l'Olanda B, con una formazione di riserve, sia pure di lusso, e giocando praticamente in pantofole, per imporre una superiorità pressoché irridente e far piangere una Romania che non ha mai potuto accendere nemmeno una fiammella del suo sogno di passare ai quarti di finale.

Malgrado i sospetti iniziali per i nove uomini nuovi su undici mandati in campo da Van Basten rispetto alla partita con l'Italia, nessuna ombra di combine, nessun favore concesso ai romeni, che hanno dimostrato alla distanza di credere assai poco in se stessi, rinunciando pure a forzare i ritmi di una partita che gli orange hanno vinto per 2 a 0 con atteggiamento poco meno che rilassato, quasi per inerzia.

Il tanto discusso (e annunciato) turnover nella formazione olandese è stato messo in pratica dal ct Van Basten in dosi abbondantissime, risultando praticamente una rivoluzione dalla quale non si è salvato neppure il portiere e capitano Van der Saar. E' finito in panchina anche Van Nistelrooy, ma il suo sostituto Huntelaar ha dimostrato tutte le sue qualità firmando il gol dell'1-0, poi raddoppiato da Van Persie, con una rete fotocopia di quella messa a segno contro la Francia.

Tutto il primo tempo ha visto entrambe le squadre muoversi con le marce basse. L'Olanda impegnata solo a mantenere possesso palla, senza mai forzare i ritmi e la Romania bloccata all'indietro in atteggiamento speculativo, quasi passivo, nell'attesa di un improbabile sbilanciamento degli avversari. Mutu è rimasto a lungo solo a cercare di costruire qualche trama offensiva domando i pochi palloni che passavano dalle sue parti e trovando solo a mezz'ora l'opportunità di trovare in porta, da lontano e fuori bersaglio. Per 45' è mancata del tutto da parte olandese la rapidità degli scambi, la grinta nei contrasti, la profondità nella manovra: progressivamente l'atteggiamento degli uomini di Van Basten ha fatto pensare fino all'intervallo più ad un allenamento che ad una partita internazionale e nell'unica opzione di spavento per la difesa romena Robben, tutto solo davanti a Lobont, ben smarcato in area da Huntelaar, ha concluso a lato (36') sull'uscita del portiere con un tocco di esterno sinistro elegante quanto impreciso. Subito dopo la difesa orange ha sfiorato i limiti dell'assenteismo concedendo una azione manovrata e un agevole tiro, finito alto, di Codrea, (44').

La ripresa ha proposto all'avvio lo stesso copione da parte dell'Olanda, compassata e sorniona, mentre la Romania ha provato timidamente ad avanzare il suo raggio d'azione, agendo sempre come una formichina che spera pian pianino di costruirsi un tesoro da mettere nella sua tana, ma prima Van Persie con un tiro ravvicinata di destro respinto in tuffo da Lobont (4') e poi il gol di Huntelaar hanno fatto inesorabilmente pesare sulla bilancia la differenza di classe delle due rivali. Da qui in avanti è diventato un obbligo per i romeni prendere l'iniziativa, portando Mutu in posizione centrale e più avanzata: lo schema è diventato un 4-4-2, ma il pallone è rimasto quasi sempre tra i piedi degli olandesi, sicuri e autoritari negli scambi fitti e precisi a centrocampo, anche con quindici tocchi consecutivi.

E la Romania neppure ha tirato fuori l'aggressività indispensabile per capovolgere una situazione che sapeva già di condanna. Nemmeno il capitano Chivu, pur battendosi con impegno a centrocampo, è riuscito a svegliare i suoi da un torpore sempre più compromettente per gli uomini di Piturca, rassegnato in panchina. La Romania resta quindi fuori dai quarti di finale mentre l'Olanda rinforza il suo primo posto nel girone C.

Gullit: "Bella vittoria, ma spero non sia stato un errore" Dall'America arrivano i complimenti all'Olanda di Ruud Gullit. Ma con questo dubbio: "Spero che la vittoria di oggi con la Romania non si riveli un errore in futuro. Perché avere la possibilità di eliminare in un colpo solo Francia e Italia era una grande occasione". L'ex gemello del gol di Marco Van Basten nel Milan e nella nazionale olandese campione d'Europa nel 1988, oggi allenatore dei Los Angeles Galaxie, ha accolto in questi termini - a Los Angeles - la vittoria dei 'suoi' arancioni contro la Romania e la contemporanea vittoria dell'Italia sulla Francia. "Sono ovviamente contento di quanto stiamo facendo agli Europei - ha detto Gullit - Non ho sentito Van Basten in questi giorni perché non voglio disturbarlo, ma mi sembra che la squadra stia facendo un'ottima figura. Ce n'era bisogno perché alla vigilia del torneo tutta la stampa olandese era stata molto critica con la nostra nazionale. Invece i risultati stanno dando ragione alle scelte di Marco e sono contento per lui". Nello stesso tempo però, da allenatore e da esperto di calcio, Gullit ha voluto esprimere questo dubbio: "Non vorrei che in futuro la vittoria di oggi non si riveli un errore. Perché eliminare in un colpo solo Francia e Italia era un'occasione unica. Soprattutto eliminare l'Italia". Secondo Gullit, che fu compagno di squadra di Roberto Donadoni, "l'Italia può creare problemi in qualsiasi momento, e il fatto che sia ancora nel torneo può rivelarsi un guaio in futuro. Gli italiani sono così: sembra che non esprimano un grande calcio, ma alla prima occasione che hanno segnano. Sono bravissimi a sfruttare ogni opportunità, e hanno grande esperienza. Per questo dico che in questo torneo possono ancora togliersi delle belle soddisfazioni. Possono perdere, per carità. Ma possono anche vincere con chiunque".