Dalla Lollobrigida a Shakira così Sarli vestiva con arte

Le volute architettoniche di colli che avvolgono a spirale la figura, i ventagli di plissè che costruiscono bustier e gonne sinuose, la leggerezza delle pieghe aeree e trasparenti dei nidi d'ape, i ricami ricchi di storia e di contaminazioni orientali, la tridimensionalità di un sogno di stoffa.Gli abiti di Fausto Sarli fanno da controcanto alle statue classiche dei Musei capitolini, come sculture senza tempo che gettano un ponte tra modernità e tradizione.
Esposte nelle sale del Campidoglio, in occasione della presentazione del libro «Fausto Sarli, Geometriche Poesie» (Electa Mondadori), undici creazioni da gran sera e da sposa celebrano l'immortalità della sua arte, a poco più di due anni dalla scomparsa.
Durante la guerra, scopriamo nel libro, il piccolo napoletano figlio di una sarta si rifugiava nel disegno per sfuggire all'orrore dei bombardamenti e s'ispirava alle volute barocche delle chiese e alle statue classiche per scoprire nella perfetta proporzione dei corpi di marmo o nelle linee dei drappeggi il segreto della bellezza e dell'armonia. Lo testimonia il bozzetto, sorprendente per la sua raffinata perfezione, di un Sarli di appena 10 anni.
Ora sono le sue creazioni a rivelarlo, quel segreto, con lo stile inconfondibile che ha fatto di Sarli uno dei grandi maestri dell'alta moda. E ha legato lui, nato a Napoli nel '27, alla sua patria d'adozione romana dove ha fondato il suo atelier e presentato le sue collezioni. Per questo il sindaco Gianni Alemanno, che solo pochi mesi prima della morte gli ha consegnato il premio dell'eccellenza della Lupa Capitolina, ha voluto che Roma lo celebrasse come «uno dei più geniali e autentici artigiani della tradizione sartoriale italiana - che ha dato - un contributo fondamentale alla creazione dell'alta moda romana». Quella presentata dal bellissimo libro dedicato a Sarli è una specie di sfilata cartacea della collezione che ha percorso la sua vita sartoriale in più di mezzo secolo di storia, dalla Dolce Vita al Terzo millennio. Ci sono gli scatti d'epoca, firmati Richard Avedon e Bob Krieger, di dive come Liz Taylor,Valentina Cortese, Mina, Gina Lollobrigica, Ornella Vanoni e di top model che scoprì giovanissime e divennero icone del suo stile, da Maria Carla Boscono ad Alona, ad Eva Herzigova. E poi un'ampia sezione di foto di Gianmarco Chieregato che hanno come protagonista la bellissima Vanessa Hessler con la quale la donna Sarli, prima tradizionalmente mediterranea e meridionale, si rinnovò in una bellezza bionda e fresca.
Ora la maison guarda al futuro sotto la guida del direttore creativo Carlo Alberto Terranova e l'ultima conquista è la pop-star Shakira, che nel top show statunitense «The Voice» ha indossato una giacca di seta con maniche ricamate ad intarsio e cristalli Swarovsky.
Nel libro Terranova racconta il suo incontro con il maestro, in un'estate di fine anni '80, quando era del tutto all'asciutto di moda e lavorava per una radio siciliana. Fausto gli propose di occuparsi della colonna sonora delle sue sfilate e lo introdusse in atelier. Nacque così un connubio che, negli anni, mise nelle mani dell'allievo l'arte del maestro.