Lombarda e Popolari Unite stringono i tempi

Angelo Allegri

da Milano

I colloqui per le nozze tra Banca Lombarda e Bpu continuano. E per la prima volta si intravede un possibile calendario per la conclusione di un accordo. Fonti vicine alle parti in causa parlano di una trattativa destinata a concludersi in 10-15 giorni. Un arco temporale che fisserebbe il possibile annuncio intorno al primo weekend di novembre, fine settimana in cui potrebbero essere convocati i consigli di amministrazione delle società coinvolte. Per il momento gli incontri in corso sembrano svolgersi su due piani. Da un lato i consulenti (Rothschild per i bresciani, Banca Leonardo per le Popolari Unite) stanno limando le caratteristiche tecniche dell’intesa, su cui tra i due istituti ci sarebbe già un consenso di massima. Su un altro fronte i vertici delle società interessate (da una parte ci sono il presidente di Bpu Emilio Zanetti con l’amministratore delegato Giampiero Auletta Armenise, dall’altro, l’ad della Lombarda Corrado Faissola e il direttore generale Victor Massiah) starebbero sistemando le caselle più importanti della complessa struttura di governance, ispirata al modello federale (con larga autonomia e affollati consigli di amministrazione per le banche federate).
A motivare l’andamento sollecito dei colloqui, secondo indiscrezioni, continua a essere il latente timore di una iniziativa ostile contro Banca Lombarda, considerata una preda allettante per un istituto estero. In questa ipotesi principale indiziato resta il Banco Santander, ancora alla ricerca di una contropartita dopo la fusione Sanpaolo-Intesa. Si spiegherebbe così anche la struttura scelta per le nozze (la Popolare Bpu sembra destinata a incorporare la società per azioni Lombarda), evidentemente più efficace di fronte a un attacco esterno.
Proprio per quanto riguarda i soci della Lombarda ieri si sono svolti a Cuneo i cda di Banca Regionale Europea (il 60% del capitale e della holding bresciana) e della Fondazione Cassa di risparmio del capoluogo piemontese, che oltre al 20% circa di Bre, controlla il 4,97% della Lombarda (primo socio con diritto a due posti in consiglio di amministrazione). Le due riunioni sono state ufficialmente definite di «assoluta routine». Ma il via libera della Fondazione è considerato uno snodo fondamentale per avviare senza scosse il processo di aggregazione. Sempre ieri a farsi vivo attraverso la Consob è stato un altro azionista di banca Lombarda, divenuto negli ultimi mesi importante: la famiglia Fossati. I fratelli che controllano la Star hanno annunciato di possedere, attraverso la holding Findim (sedi in Lussemburgo e nella ticinese Massagno) il 3,5% dell’istituto, diventando così il terzo socio dopo la già citata Cassa di Cuneo, la Fondazione del Monte di Lombardia (4,93%) e la Carlo Tassara del finanziere Romain Zaleski(4,90%). I Fossati avevano annunciato di aver superato il 2% all’inizio di quest’anno. Ieri in Borsa entrambi i titoli coinvolti hanno finito in rosso: Banca Lombarda ha perso addirittura il 2,54%, mentre Bpu ha lasciato sul terreno lo 0,78%.