Lombardia, approvato il piano casa

La legge approvata a larga maggioranza: durerà 18 mesi Formigoni: «Darà grande impulso». Consentirà ampliamenti fino al 20 per cento e il recupero e la riqualificazione di edifici abbandonati. L’opposizione contesta

Obiettivo: rispondere a una rinnovata emergenza abitativa. Strumento: il piano casa della Regione Lombardia. La casa è infatti una delle sfide che dal Pirellone si affronta con azioni concrete ed efficaci, nella consapevolezza dell’evoluzione dei bisogni dell’intera comunità.
Ecco, dunque, il progetto di legge «Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia» varato dalla giunta lombarda e approvato ieri a larga maggioranza dall’aula di via Filzi. Un progetto nato su proposta del presidente Roberto Formigoni e con la volontà dell’assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni. «Un testo che si attaglia come un vestito sulla nostra Regione» commenta il governatore: «Un vestito che da oggi potrà essere ancora più bello, più forte e più adatto alle esigenze delle famiglie. Con questa legge diamo impulso al settore edilizio, favorendo una ripresa dell’edilizia di qualità, migliorando il patrimonio residenziale esistente dal punto di vista estetico, funzionale e sotto il profilo energetico e ambientale». Già, oltreché alle ricadute positive sia per quanto riguarda l’economia che l’occupazione, chiosa il presidente lombardo «vogliamo accrescere il bello, l'eco-compatibile, il risparmio energetico, il lavoro». Secondo i dati di Regione Lombardia l’insieme degli investimenti potenziali è stimato tra 5,8 e 6,5 miliardi di euro, con una ricaduta sull’indotto occupazionale pari a trentamila nuovi posti di lavoro e, ancora, con un risparmio annuo sul profilo energetico valutabile in circa 44 milioni di euro. Evidente la «strategicità» della legge lombarda che, osserva l’assessore Davide Boni consente di «intervenire solo sugli edifici esistenti» e, attenzione, «non di utilizzare nuove aree»: «Siamo l’unica Regione in Italia a tutelare i centri storici. Infatti, si possono solo sostituire edifici non coerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali, previo parere vincolante delle Commissioni regionali per il paesaggio». E continua l’assessore al Territorio «la Lombardia tutela con questa legge le aree naturali dove non si potrà intervenire e le zone inserite nei parchi regionali, dove si applica la riduzione di un terzo dell’incremento massimo consentito degli edifici esistenti». Chiaro il messaggio, la scelta di Regione Lombardia di non consumare suolo e di lasciare ai Comuni a possibilità di individuare zone del proprio territorio in cui non applicare la nuova legge. Ma la nuova legge è poi una grande opportunità, commenta l’assessore alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, «per i soggetti pubblici che avranno 24 mesi di tempo per predisporre i progetti di riqualificazione». Annotazioni su un progetto che cambia il rapporto dell’edilizia in Lombardia e che, in sintesi, individua quattro tipi di intervento. Il primo è il recupero e riutilizzo a scopo residenziale di volumetrie abbandonate, sottoutilizzate o che attualmente hanno altra destinazione. Interventi pari a circa 1.700.000 metri cubi per un investimento tra 487 e 527 milioni di euro. Il secondo tipo di intervento prevede l’ampliamento fino al 20 per cento del volume di edifici mono e bifamiliari, che si stima in Lombardia siano nuove volumetrie per circa 5.600.000 metri cubi complessivi e investimenti di circa 2,5 miliardi di euro. La terza possibilità è la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30 per cento del volume preesistente, aumentabile al 35 in presenza di adeguate dotazioni di verde. Volumetria residenziale da edificare pari a circa 1.800.000 metri cubi con investimento di 1,7 miliardi di euro. La quarta e ultima tipologia è la riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica e si tratta di 3.000 nuovi alloggi con un investimento di 420 milioni di euro.