Lombardia, case a rischio frane in tre comuni su quattro

Il 75 per cento dei Comuni lombardi ha case costruite in zone a rischio idrogeologico. E’ quanto emerge da una ricerca di Legambiente e della Protezione civile<br />

aIl 75 per cento dei Comuni lombardi ha abitazioni in aree esposte a pericolo idrogeologico. È uno dei dati contenuti in Ecosistema rischio 2008, un’indagine di Legambiente e del dipartimento della Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico. Soltanto il 6 per cento dei Comuni ha avviato interventi di delocalizzazione delle abitazioni dalle aree a rischio e solo il 9 per cento dei fabbricati industriale. Un dato in forte contrasto con la pianificazione urbanistica di oltre il 90 per cento delle amministrazioni comunali che hanno dichiarato di aver previsto nel proprio piano urbanistico vincoli all’edificazione delle zone esposte a maggiore pericolo.

Secondo Legambiente le piogge del luglio scorso, che hanno messo in difficoltà gran parte della Lombardia, dimostrano che ventuno anni dopo l’alluvione in Valtellina il territorio lombardo è ancora troppo fragile. La ricerca, si legge in una nota, evidenzia infatti come sia necessario dare maggiore concretezza ai vincoli e come sia ancora lunga la strada da percorrere per una maggiore sicurezza del territorio. A rendere ancora meno incoraggiante il quadro lombardo è il dato di Ecosistema rischio che fa riferimento al lavoro svolto dalle amministrazione locali per la mitigazione del rischio idrogeologico: ben il 63 per cento svolge un lavoro negativo per la riduzione del rischio.

La nota positiva per la Lombardia arriva invece dai risultati della protezione civile. I comuni lombardi dimostrano infatti una buona capacità di intervento a fronte di emergenze che mettono in difficoltà la popolazione e il territorio: il 90 per cento delle amministrazioni si è dotato di un piano di emergenza e praticamente la metà lo ha aggiornato negli ultimi due anni.