La Lombardia fa crash: record di morti sulla strada

Anche la casa però è un pericolo: registrati 255 decessi e 92mila feriti tra le mura domestiche

Il carico di un tir in fumo. Va in tilt il traffico della tangenziale. Risultato? Micro-tamponamenti. Stavolta, la cronaca, non registra però morti. Non s’allunga quindi la scia di sangue. Ma alla Lombardia resta comunque il primato della prima Regione italiana per numero di morti: 790 decessi su 44.548 incidenti. Numeri pesanti, con l’aggiunta di 56.842 feriti.
Dati Aci-Istat del 2005 che si completano con cinquanta casi di coma vegetativo post-incidente, 2.000 traumi cranici gravi, 1.200 casi di epilessia post-traumatica e duecento persone diventate paraplegiche e tetraplegiche.
Numeri «regionali» pesanti anche rispetto ai 255.078 incidenti sulle strade italiane che registrano 5.692 morti e 131.727 feriti. Statistica che lascia di stucco pure gli esperti chiamati a dibattere intorno alla «modificazione del comportamento» dell’automobilista. Obiettivo incassabile entro il 2010 (data entro la quale l’Unione europea vuole dimezzare il numero di morti) ma solo con la collaborazione «degli automobilisti perché la repressione non basta» annota Emiliano Bezzon. Certezza del comandante della polizia municipale confermata da Dario Romano, docente di psicologia delle organizzazioni: «I morti per incidenti stradali nel Milanese erano 420 nel 2001, diventati 279 negli anni successivi scesi poi a 247 e, ultimo dato del 2005, a 251. Numero stabile, diciamo: difficilmente modificabile e tendente a non scendere sotto i livelli raggiunti da quando sono state introdotte cinture di sicurezza e airbag». Come dire: «Modificare il comportamento della persona umana è facile se il costo è contenuto».
Ragione più che sufficiente, continua Bezzon, per dare corpo e sostanza a un nuovo centro di educazione: struttura permamente dedicata alla sicurezza stradale in via Draghi, periferia nord-ovest. Centro di sicurezza urbana finanziato dal ministero dei Trasporti che, secondo Palazzo Marino, può essere operativo già nei primi mesi del 2009.
Ma, attenzione, il nuovo istituto educativo si occuperà di «sicurezza a tutto tondo» e, sorpresa, anche di incidenti domestici. Sempre la statistica registra 106mila incidenti tra le quattro mura (tra il 2000 e il 2001), 92 mila feriti e 255 morti. Vittime di «comportamenti scorretti, disattenzioni e sottovalutazioni del rischio». Fronte pure questo pesante, di cui s’occupa una sezione della struttura di via Draghi.
Impegni di un’amministrazione comunale che attraverso il Csu (centro di sicurezza urbana) fornisce formazione ed educazione a disposizione di tutte le istituzioni spalmate sul territorio oltreché supporto informativo a chi è stato coinvolto in un incidente. Pacchetto della politica di prevenzione che, tra l’altro, prevede la messa in sicurezza di 35 attraversamenti pedonali ovvero l’installazione di altrettanti segnalatori radar e telecamere. Iniziativa destinata a supportare «le fasce oggettivamente a rischio, giovani e anziani».