Lombardia, la Finanziaria taglia 6mila poltrone

Tagli ai trasferimento dallo Stato e una drastisca «sforbiciata» alle poltrone. La Finanziaria 2010 si annuncia come una stangata per consiglieri comunali e assessori. In Lombardia, infatti, circa 6mila politici - a partire dal prossimo rinnovo di consigli e giunte - dovranno rinunciare al loro incarico.
La manovra, infatti, intende ridurre i costi della politica, a partire da quella locale. Le amministrazioni comunali, in base alla Finanziaria al vaglio del Parlamento, devono ridurre del 20 per cento il numero dei consiglieri. Ma quanto questo inciderà sui bilanci, è ancora da stabilire. In base alle prime stime di Anci Lombardia (l’associazione nazionale dei comuni italiani), in tutta la regione saranno risparmiati circa 6 milioni di euro nell’arco di tre anni, dato che i tagli inizieranno solo a partire dalla prossima legislatura. Ad ogni modo, questo significa che ci saranno 4mila consiglieri e due mila assessori comunali in meno. E proprio la Lombardia, uno dei territori a più alta densità di Comuni in Italia (sono mille e 547 le amministrazioni locali), è una delle regioni più toccate dai tagli imposti dalla manovra di fine anno, assieme a Piemonte e Veneto.
Ma mentre gli effetti sui costi della politica si vedranno solo nel tempo, le ricadute imposta dai tagli ai trasferimenti inizieranno subito. In Lombardia, infatti, tra il 2010 e il 2012 arriveranno circa 35 milioni di euro in meno. Difficilmente, dunque, la riduzione del numero dei politici locali riuscirà a compensare le minori entrate dal governo centrale. Anche per questo, la norma inclusa nella Finanziaria attira non poche critiche. «Questa manovra non porterà a niente - è il commento di Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia e sindaco leghista di Varese -. Si otterrebbe molto di più tagliando una decina di consiglieri comunali e un paio di parlamentari».
Anche per quanto riguarda il patto di stabilità, gli amministratori locali sono critici. «Il rigore del patto - spiega il vicepresidente di Anci Lombardia, Giulio Gallera - ci mette in difficoltà estrema anche quando abbiamo risorse, capacità e competenze. Questo è per noi umiliante e inaccettabile». «A fronte di una moderata soddisfazione sulla pur parziale restituzione dell’Ici - aveva detto Gallera pochi giorni fa davanti a Montecitorio - si aprono situazioni di ulteriori difficoltà. Mi riferisco in particolare al drastico taglio di amministratori e di dirigenti degli enti pubblici locali attuato con lo strumento meno idoneo, che è proprio la Finanziaria. Abbiamo sempre detto che siamo pronti a discuterne nell’ambito della definizione della Carta delle Autonomie, non nella Finanziaria. Stiamo vivendo in una situazione di luci e ombre, dove però sempre più prevalgono le difficoltà. I Comuni insomma chiedono rispetto e considerazione, a tutela di tutti i cittadini».