In Lombardia è già vendemmia tutta colpa di un inverno tropicale

Ormai ci siamo: le gerle e le cesoie sono già pronte, e un esercito di lavoratori stagionali aspetta solo il via per iniziare a raccogliere i grappoli già maturi. Dall'Oltrepò alla Franciacorta, dalla zona del Garda alle coltivazioni di San Colombano, passando per i vigneti del mantovano, la vendemmia del 2007 in Lombardia è ufficialmente alle porte. Anzi, in alcune zone della regione, soprattutto Franciacorta e Oltrepò Pavese, la raccolta dell'uva destinata a produrre le «basi» per le celebri bollicine (chardonnay e pinot nero) è già iniziata. In anticipo, rispetto alla norma, di una ventina e più di giorni. Considerazioni sui cambiamenti climatici a parte, la raccolta precoce degli uvaggi non pare destare la preoccupazione degli addetti ai lavori, che anzi in alcuni casi esprimono giudizi del tutto ottimistici sulla qualità dell’uva di quest’anno. Secondo le stime dei tecnici dell'Ascovilo, l'associazione dei consorzi vitivinicoli della Lombardia, i grappoli e gli acini di quest’anno sono «particolarmente interessanti».
Più che al caldo degli ultimi mesi, le ragioni del fenomeno sono da ricercare nella abnorme mitezza dello scorso inverno, «che praticamente non c’è stato», come ha dichiarato Mattia Vezzola, direttore dell’azienda Bellavista di Erbusco in Franciacorta e uno dei massimi enologi italiani. «Le piante hanno fiorito in anticipo - ha sottolineato Vezzola -, ma hanno seguito uno sviluppo vegetativo regolare. Quindi, a una fioritura precoce, è naturalmente consequenziale una raccolta anticipata. Nonostante ciò i parametri per aspettarsi una vendemmia felice sono, allo stato attuale delle cose, entrambi rispettati: i frutti sono maturi, le uve sane. Nulla ci impedisce di aspettarci una vendemmia di buon livello. Io personalmente sono fiducioso per le vigne lombarde, nonostante per scaramanzia non mi senta mai del tutto a mio agio a fare delle previsioni».
«Nell'Oltrepò orientale - ha commentato Elena Fortesi, piccola viticoltrice - guardiamo a questa vendemmia anticipata con fiducia. Le stato delle uve è regolare e i trattamenti eseguiti sui vigneti nell’arco dell’anno non sono stati fuori della norma. Non abbiamo peraltro avuto grossi problemi legati a parassiti o funghi, che possono minare le vigne altrettanto gravemente che la mancanza d’acqua. Tutto sommato non direi che ci sia di che preoccuparsi, in fondo ogni vendemmia fa storia a sé: nel 2003 abbiamo avuto la siccità, l’anno scorso le grandinate. Semplicemente, quest’anno avremo un anticipo di una ventina di giorni».
Ancor più ottimistico delle previsioni degli esperti del settore il commento di Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all’Agricoltura: «Dalla Franciacorta, patria incontrastata delle bollicine, all'Oltrepò, terza area viticola italiana per estensione, recentemente insignita della Docg, si preannuncia una vendemmia eccellente, caratterizzata da fasi climatiche assolutamente favorevoli, che dovrebbe dar vita a vini di ottimo livello. Lo stesso discorso vale per le Denominazioni del Mantovano, della Valcalepio e di San Colombano, tutte aree che, ormai da parecchi anni, fanno della qualità il proprio punto di forza. Dunque - ha proseguito la vicepresidente - incrociamo le dita e attendiamo fiduciosi il trascorrere di questi ultimi giorni che ci dividono dall’inizio dalla raccolta dei grappoli».
Come sempre, sarà invece necessario attendere qualche settimana in Valtellina che «giova sempre ricordarlo, - ha concluso la Beccalossi - può contare su ben due Docg, confermandosi l’area vitivinicola di montagna più importante del Paese».