La Lombardia guida la classifica Tanti giovani e pochi matrimoni

Se in Italia le acquisizioni di nazionalità sono raddoppiate in appena quattro anni, passando dalle 101mila del 2012 alle 202mila del 2016, in Lombardia il fenomeno è stato ancora più marcato. Secondo l' elaborazioni della Fondazione Ismu sui dati Istat, i flussi annuali delle nuove cittadinanze si sono moltiplicati per 8 in 10 anni: si è passati da meno di 7mila acquisizioni di cittadinanza italiana durante il 2006 alle oltre 54mila del 2016.

Nel 2006 la Lombardia accentrava il 19% del totale delle acquisizioni di cittadinanza in Italia, ma questa incidenza è salita di anno in anno al 20 per cento, poi al 21, al 22-23 tra il 2009 e il 2012. Nell'ultimo quadriennio il dato oscilla fra il 26 e il 28 per cento. Più di un quarto del totale. Negli ultimi 10 anni gli stranieri residenti in Lombardia sono aumentati di oltre mezzo milione, da 608mila al 1° gennaio 2007 a 1.139.000 di dieci anni dopo. A costoro vanno dunque aggiunte 238mila persone che in quest'arco di tempo hanno acquisito la cittadinanza nella regione, portando il totale di stranieri o ex stranieri residenti in Lombardia a circa 1.377.000. Tra le etnie si registra una incidenza particolare di marocchini (7,9 cittadinanze ogni 100 residenti) e di asiatici: bangladesi (7,2 su 100 contro una media nazionale di 5,1), indiani (5,3 su 100 contro la media del 4,1) e pakistani (6,6 su 100 contro la media italiana di 5,7).

Quanto alle motivazioni, la Fondazione Ismu rileva che la Lombardia, rispetto al resto d'Italia, si distingue per il maggior numero di richiesta di cittadinanza di giovani mentre è tra le regioni più basse per le acquisizioni per matrimonio. Il motivo è che la Lombardia è tra le prime zone d'Italia in cui si è radicata la presenza di stranieri regolari che hanno acquisito la cittadinanza per la «lungo-residenza», da cui discende spesso automaticamente quella dei figli minorenni.

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