Lombardia, Lega: "Non siamo i parenti poveri"

Il neopresidente del consiglio regionale Boni: "Questa è la terza assemblea d’Italia: vogliamo essere
protagonisti della riforma federale". La prossima
riunione a Malpensa: "Crisi e lavoro
le nostre priorità"

«Non siamo i parenti poveri della giunta regionale». Di più: «il Consiglio è il luogo più adatto per le riforme» e quella che si instaurerà con la giunta sarà «una competizione virtuosa». Il neopresidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni detta le linee guida dell’assemblea lombarda durante una riunione con la squadra dell’ufficio di presidenza. Alza i toni, e punta ad un nuovo protagonismo per i prossimi cinque anni. «Il consiglio regionale è la terza assemblea legislativa d’Italia e non un grande consiglio comunale - spiega Boni ai giornalisti -. Vogliamo essere protagonisti, abbiamo ottanta consiglieri che vogliono occuparsi di politica e dei bisogni dei cittadini con leggi che servano al territorio e dare indirizzi all’azione del governo regionale». E se il presidente Roberto Formigoni aveva paragonato la Lombardia a una Ferrari, il leghista ha aggiunto che con il nuovo ufficio di presidenza «ha trovato cinque nuovi straordinari piloti».
«Formigoni e la giunta corrono forte - ha aggiunto il leghista -, anche noi stiamo preparando una squadra per correre, non per sorpassarlo, ma per dargli la possibilità tutte le volte che viene in aula di avere un consiglio che sia ricettivo e possa essere fucina di idee». Lavoro e occupazione i punti fondamentali del programma di governo, ma anche la casa e il federalismo verso il quale, ha sottolineato Boni «il consiglio regionale vuole essere attore. I consiglieri dovranno essere orgogliosi di essere i parlamentari di questa Regione». Non solo, il leghista interviene sulla vicenda dei tagli alle spese dei politici e promette di voler dare al più presto un segnale in questo senso, avendo già fatto una ricognizione sui risparmi che possono essere fatti e che riguarderanno i costi di funzionamento del consiglio. Così come ci sarà tolleranza zero sui ritardi in aula, oltre i 15 minuti (contro i 45 di oggi) si perde la diaria. Intanto Boni annuncia che si farà entro la fine di giugno il prossimo consiglio all’aeroporto di Malpensa per far sentire il peso delle istituzioni in un luogo e in una zona colpita dalla crisi. Implicito il riferimento alla promessa del presidente del consiglio Silvio Berlusconi che aveva annunciato che avrebbe organizzato allo scalo varesino il primo consiglio dei ministri. «Qualcuno aveva annunciato la presenza - continua Boni -. Noi vogliamo essere concretamente presenti in quell’area perché abbiamo messo tra le priorità il tema della crisi e del lavoro». Scelta che convince il Pd, ma non l’Idv che l’aveva definita già nella prima riunione dell’assemblea uno «sperpero di denaro pubblico». Ma il vicepresidente del consiglio, Filippo Penati prende le distanze dall’Italia dei Valori e ribadisce il suo appoggio alla proposta di Boni. «Significa tenere in considerazione due elementi - ha detto Penati -: la crisi e lo sviluppo». Non solo, dichiara la sua soddisfazione anche in merito ad altre scelte annunciate dal leghista. «Le priorità che abbiamo individuato sono il frutto di una condivisione del lavoro fatto. C’è una chiara collaborazione per la condivisione degli obiettivi generali, e per affermare la centralità del consiglio che sarà il luogo del confronto vero».