In Lombardia meno profughi del previsto

Ci sono anche famiglie con bambini sulle due navi partite da Lampedusa che trasportano i primi profughi. Alle sei di questa mattina attraccherà a Genova la Flaminia: trecento dei suoi seicento passeggeri troveranno asilo in Lombardia. Domani è previsto l’arrivo della nave Excelsior: a bordo altri trecento profughi diretti in Lombardia. Seicento persone in tutto, che saranno subito ospitate in grandi strutture di accoglienza come residence e alberghi, per essere poi smistate nel giro di una decina di giorni in gruppi molto più piccoli e sparsi sull’intero territorio lombardo. Secondo fonti della Regione, si tratta di seicento persone di ventiquattro etnìe diverse e non ci sarebbero tunisini.
Due luoghi del Milanese sono stati destinati ad accogliere come prima emergenza i profughi: duecento andranno nel residence di Pieve Emanuele che già ospita molti agenti della polizia, una decina saranno accolti a Cinisello Balsamo. Quattro provincie non dovrebbero essere coinvolte in questa prima fase dell’accoglienza: Como, Cremona, Lecco, Pavia. I seicento profughi saranno così gradualmente distribuiti tra le provincie di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Mantova, Varese, Brescia, Bergamo e Sondrio.
«Il numero di profughi è inferiore a quello prospettato negli scorsi giorni: ne attendiamo 100 in meno rispetto ai 700 previsti» commenta il leghista Leonardo Carioni, presidente dell’Unione delle Province lombarde, dopo il vertice con Roberto Giarola, l’uomo scelto per decidere i siti destinati all’accoglienza dal Commissario straordinario per l’emergenza immigrazione, Franco Gabrielli. La gestione dei profughi sul posto spetterà poi al prefetto di Milano, Valerio Lombardi.
Le Provincie, dopo la riunione a Palazzo Isimbardi, assicurano che «non ci sarà alcuna tendopoli». Anzi, c’è da segnalare che l’assessore provinciale alla Protezione civile di Varese, Massimiliano Carioni, ha fatto sapere nel corso della riunione di essere stato contatto da diversi albergatori della Provincia di Varese interessati ad ospitare i profughi (il rimborso previsto è tra i 40 e i 46 euro al giorno).
Leonardo Carioni, presidente dell’Upl, invita così a «evitare allarmismi ingiustificati, perché stiamo parlando di alloggi temporanei, in quanto quelli di medio-lungo termine saranno individuati nell’ambito di tavoli organizzati a livello provinciale, coinvolgendo Provincie, Comuni, protezione civile e Associazioni di Terzo settore».
Roberto Giarola, l’inviato del governo, nel corso della riunione ha tenuto a sottolineare che si tratta di un numero di persone molto modesto rispetto agli abitanti della Lombardia. Secondo i dati forniti da Giarola, si tratta di una media di 0,4 persone per ciascun comune della Lombardia (che in totale sono 1544). Naturalmente le medie aritmetiche dicono poco, ma l’intenzione è di spalmare il più possibile i profughi nel territorio, in modo che siano ben accolti dalla popolazione.
Difficile dire se nei prossimi giorni continueranno gli sbarchi di rifugiati, perché molto dipende dalle condizioni del mare. In ogni caso il criterio fissato dall’intesa nazionale prevede un tetto massimo di un profugo ogni mille abitanti: per la Lombardia il limite è di novemila.