Lombardia regina del mercato dei giochi Calabria al risparmio

Proprio vero. Siamo un popolo di poeti, santi, navigatori e giocatori. Dove per “giocatori” s’intendono quei 35 milioni e passa di italiani che sfidano la dea bendata. Nelle scommesse sportive e ippiche mettono in gioco la propria competenza, negli altri giochi (SuperEnalotto, lotto, newslot, vlt, Gratta e Vinci, lotterie, ecc.) si affidano alla fortuna, punto e basta. A fine anno la spesa complessiva si aggirerà attorno ai 60 miliardi portando il nostro paese sul podio mondiale nella passione per il gioco. Ma quanto ci costa? Secondo le stime di Agicos e le nostre elaborazioni ogni italiano spenderà nel 2010 la bella cifra di 1.000 euro a testa che sale a 1.215 euro prendendo in esame solo la popolazione maggiorenne. Gli usi e costumi variano profondamente sul territorio. Le regioni in cui si gioca di più sono Lombardia (10 miliardi), Lazio (5,4), Campania (4.9) ed Emilia Romagna (4,1), le più popolose: quasi 24,4 miliardi di euro pari al 40,1% della raccolta globale. Sotto il milione le regioni più piccole come Friuli, Trentino, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta.
Il quadro cambia nei dati pro capite che non rispettano ovviamente il parametro quantitativo della popolazione. Se la Lombardia guida questa particolare classifica con il più alto livello di spesa per abitante, al secondo posto troviamo a sorpresa l’Abruzzo forse per la voglia di dare scacco matto al terremoto attraverso la dea bendata. Il gap è irrisorio: 1.085 euro contro 1.106. In totale quattro regioni vantano una spesa pro capite superiore a 1.000 euro: dietro Lombardia e Abruzzo figurano Lazio (1.055) ed Emilia (1.013). Nelle ultime posizioni tre regioni meridionali (Sicilia, Basilicata e Calabria) con un pil sotto la media nazionale. La Sicilia si prende una piccola rivincita nel settore del Bingo che sviluppa però cifre limitate rispetto ad altri giochi. In Lombardia e Lazio va alla grande il SuperEnalotto impreziosito dal mirabolante jack-pot di questo’ultimo periodo. Campania e Liguria, sempre nella spesa pro capite, sono in cima alla graduatoria del lotto di cui si contendono le origini storiche.
La Campania è anche la regina incontrastata delle scommesse sportive con una raccolta di oltre mezzo miliardo. Staccate di brutto tutte le altre regioni a cominciare da Lazio (378 milioni) e Lombardia (337 milioni) che occupano la seconda e terza posizione. La Campania mantiene per così dire il primato anche nella spesa pro capite con quasi 100 euro di gioco a testa davanti a Lazio (74) e Puglia (72). All’ultimo posto la Sardegna dove ogni abitante scommette nello sport appena 11 euro l’anno. Il podio delle scommesse ippiche è occupato da Lombardia, Lazio e Toscana. Ma è in quest’ultima regione, dove ha sede la Snai, azienda storica e leader del settore, che si gioca di più pro capite: oltre 72 euro, più del doppio della media nazionale (33 euro).
È proprio l’Italia delle regioni.