In Lombardia alla ricerca degli abbinamenti più azzeccati

Non esiste un solo vino per un solo cibo, la fedeltà non appartiene al mondo dell'abbinamento tra cibo e vino. Per giunta non è facile prevedere l'interpretazione del piatto e quella della singola denominazione viticola, seguire da vicino l'evoluzione stilistica del cibo e del vino, fermare la straordinaria, imprevedibile mobilità espressiva dell'enologia e dell'arte gastronomica. A Natale rifugiamoci nell'accogliente tradizione culinaria lombarda. Con i lessi e le loro mostarde provate il Lambrusco Mantovano Frizzante Novecento della Vinicola Negri di San Giorgio, 0376.340179, e col Pezzo d'arrosto come si fa a rinunciare ai fuoriclasse della regione? Che gioia abbinarlo al Valtellina Superiore Sassella Riserva Vigna Regina 1999 di AR.PE.PE di Sondrio, 0342.214120. Un rosso di sontuosa complessità, di autentica espressione contadina. Le alternative: le splendide riserve di Sassella e di Inferno di Aldo Rainoldi a Chiuro, 0342.48225, meglio se dell'annata 2002, l'austero Valtellina Superiore Prestigio 2004 di Triacca a Tirano, l'intenso Valtellina Superiore Corte di Cama 2004 di Mamete Prevostini a Mese, 0343.41003.
Con la litania del fine pasto, scegliete vini dolci ma sobri. Le composte di frutta esotica adorerebbero un calice di Franciacorta Demi-Sec di Villa a Monticelli Brusati, 030.652329, la frutta secca il Moscato di Scanzo Goccio di Sole 2006 che Giovanna Terzi produce in Valcalepio a Cesate Sotto, 035.941828. Il Panettone e il Pandoro, due classici, col Tre Filer 2005 della Cà dei Frati di Sirmione, 030.919468, un evergreen tra i passiti della regione.