«Lombardia prima a sostenere le imprese»

MilanoGaranzie per il credito fino a tre miliardi e finanziamenti per un miliardo. Così la Regione Lombardia ha messo a disposizione 4 miliardi di aiuti alle piccole e medie imprese, in difficoltà per la crisi finanziaria. Parla il governatore, Roberto Formigoni: «Siamo la prima Regione a intervenire e siamo arrivati anche prima dello Stato, che non ha ancora potuto entrare in azione». Alla stesura del testo ha lavorato il Patto per lo sviluppo, tavolo permanente lombardo di cui fanno parte politica, imprese, cooperative, banche, camere di commercio, sindacati. «In momenti come questo è indispensabile dare segnali rapidi di compattezza e fiducia».
Quando e come saranno disponibili i fondi stanziati dalla Lombardia?
«I primi fondi saranno disponibili dalle prossime settimane e a partire dal primo gennaio le imprese potranno accedere all’intero importo. Ciò significa che le piccole e medie imprese possono chiedere alle banche tre miliardi garantiti da Regione Lombardia. Abbiamo stanziato soldoni pesanti, permettendo l’immissione di liquidità nel sistema e facendo in modo che artigiani, imprenditori e microimprese possano andare avanti».
Teme che la crisi possa mettere in seria difficoltà il sistema produttivo lombardo?
«È un momento difficile, ma il sistema economico lombardo è sano. Interveniamo sul punto più delicato e più fragile, cioè la vita delle piccole e medie imprese, che hanno sempre avuto difficoltà di rapporti con il sistema bancario. Un disagio che va avanti da anni e che con la crisi si è moltiplicato per dieci e per venti. Ora rischia di strozzare le Pmi. Abbiamo aderito all’appello del presidente del Consiglio».
Possono accedere ai prestiti tutte le imprese o gli aiuti sono destinati a settori specifici ritenuti particolarmente a rischio?
«È un aiuto alle imprese in quanto tali. L’accesso è molto largo, un segnale a tutti i settori, dall’agricoltura alla ricerca, all’industria, all’innovazione. È un invito alle imprese a investire a loro volta, perché noi diamo un aiuto ma loro investiranno risorse proprie. È un invito a non avere paura, a non lasciarsi vincere dal panico. Reagire e investire è ciò che occorre fare in un periodo di crisi».
Come vede le sorti dell’Expo Milano 2015 in questo momento di crisi?
«L’Expo ha la possibilità di contribuire al rilancio dell’economia. È un’iniziativa anticiclica, perché gli investimenti pubblici in infrastrutture e in eventi come questi mettono in moto risorse private e danno ossigeno. Quando si è in difficoltà, non bisogna tenere in casa le risorse ma investire in tutte le direzioni».
Oggi si riunirà per la prima volta il tavolo Lombardia. Si parte per il 2015?
«Affronteremo l’accordo quadro di sviluppo territoriale. Il tavolo è uno dei due grandi pilastri su cui si regge l’Expo oltre alla Soge, la società di gestione alla quale stiamo lavorando».