La Lombardia tiene in vita Eluana: «Non va sospesa l’alimentazione»

Chissà se era sveglia Eluana mentre suo padre veniva informato dell’ennesimo ostacolo alla sua battaglia. Non si può fare. E questa volta a dirlo è stata la Regione Lombardia, tramite una lettera scritta dal direttore generale della sanità Carlo Lucchina e indirizzata proprio a lui, Beppe Englaro.
«Il personale sanitario non può sospendere l’idratazione e l’alimentazione artificiale del paziente - si legge nel documento - verrebbe meno ai suoi obblighi professionali e di servizio». E ancora: «La richiesta da lei avanzata non può essere esaudita perché le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico-assistenziale dei pazienti», non al contrario. «Un responso prevedibile - taglia corto Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana - ma necessario». Dice che aveva bisogno di una risposta ufficiale, e ora potranno «smettere di perdere tempo». Tocca ricominciare e allora dopo il secco no alla diffida che i legali della famiglia avevano presentato alla Regione per non aver indicato una struttura che potesse ospitare l’ultima notte di Eluana, sembra che suo padre abbia già trovato un contatto in Toscana.
«Proviamo molta pietas per i familiari - rivela Luciano Bresciani, assessore lombardo alla Sanità - ma la nostra è una decisione in primo luogo tecnica, quindi condivisa anche dalla politica e supportata da considerazioni che non ci lasciavano alternativa». «Assolutamente d’accordo» il Vaticano, perché «la vita - ha dichiarato il Cardinale Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale sanitaria - va difesa in ogni momento fino al naturale tramonto». L’esortazione: «Ci si batta per curare Eluana». Il monito: «Se il papà staccasse la spina commetterebbe un assassinio» perché «sospendendo l’alimentazione e l’idratazione si impone a una persona che già soffre un’ulteriore terribile sofferenza, facendola morire di fame e di sete».
Chiede l’intervento del Parlamento il presidente della Lombardia Roberto Formigoni: «Ritengo che il potere legislativo possa affrontare questi temi nel rispetto della dignità della persona, della sua effettiva e certa volontà e del rapporto di cura che lega il malato al proprio medico». Milano-Roma. Botta e risposta. In un attimo la decisione della Regione ha riaperto le polemiche sul caso Englaro. Da una parte il Pdl, unito e compatto. Dall’altra l’opposizione, da subito sul piede di guerra. «Solidarietà alla famiglia - esprime il segretario del Prc, Paolo Ferrero -. Si tratta, a tutti gli effetti, di accanimento terapeutico e, in quanto tale, al di fuori di qualsiasi regola e principio di umanità». «È inaccettabile», rincara il capogruppo in Regione dell’opposizione Carlo Porcari. La voce fuori dal coro del Pd: «Sono assolutamente e totalmente d’accordo con la posizione della Regione - dichiara la teodem Paola Binetti - il personale sanitario ha la sua responsabilità nel garantire la vita del paziente». Per questo, secondo Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, la scelta di Lucchina è «ineccepibile», e però come sostiene anche Formigoni, «evidenzia ancora una volta la necessità di mettere ordine sulla materia che se affidata a sentenze e pronunciamenti giudiziari è destinata a creare uno stato di conflittualità permanente, non solo tra i poteri dello Stato». Intanto, l’avvocato di Englaro prepara la contromossa a «questo atto gravemente illecito e lesivo del diritto fondamentale a ricevere trattamenti sanitari conformati a quanto stabilito legalmente in sede giudiziaria».
Forse aveva gli occhi aperti oggi pomeriggio Eluana. E forse, potrà farlo ancora a lungo.