IN LOMBARDIA

«Tutti sanno che in questa inchiesta io non c’entro, sono i giornali che hanno usato il mio nome per pompare la notizia: si deve parlare di dossier se si trovano, tutti ne hanno parlato, ma nelle perquisizioni i finanzieri non hanno trovato nulla». Così il consigliere regionale della Lega, Renzo Bossi ha commentato le notizie sull’inchiesta della procura di Brescia che coinvolge l’assessore Monica Rizzi, accusata di aver prodotto dossier contro altri leghisti per favorire la candidatura del figlio del Senatùr. E la Rizzi, assessore allo Sport, ribadisce la propria estraneità ai fatti ed esclude di avere mai chiesto ad Adriana Sossi, sua collaboratrice e sedicente «maga», attività diverse da quelle di addetto stampa. «Mi curava la rassegna stampa per 8 euro lordi al giorno e regolare contratto». E sull’inchiesta chiarisce: «Non c’è alcun tipo di collegamento con me e dossier».