Lombardo: «Alleanze solo con chi fa crescere il Sud»

Tanti big di partito al congresso di Mpa per capire con quale polo si schiererà la nuova forza

nostro inviato a Bari
Un congresso in trasferta che non risponde alla domanda di fondo, almeno all’esordio: con chi andranno questi autonomisti, che sembrano crescere a vista d’occhio? Sono 640 i delegati, e tanti gli «amici» (nel senso democristiano della parola), da riempire una delle sale della fiera di Bari. Quasi due terzi vengono dalla Sicilia, dove il movimento nasce attorno al suo leader: quel Raffaele Lombardo, eurodeputato e presidente della Provincia che, dopo aver rotto con l’Udc, a Catania ha consentito l’elezione del sindaco della Cdl che era dato perdente e a Messina ha stoppato l’elezione del sindaco del centrodestra che era dato vincente e viene considerato decisivo per l’elezione del presidente della Regione Sicilia. Il terzo di delegati che arriva da Puglia, Lazio, Abruzzo, Basilicata, serve a dare all’assise il tono di congresso nazionale e come tale viene vissuto anche dagli ospiti che arrivano per ascoltare il discorso di Lombardo. C’è Gianni De Michelis e Gianfranco Miccichè che guida la delegazione del suo partito, con Carlo Vizzini e Antonio Leone, ci sono Luciano Violante, Nicola La Torre e il siciliano Angelo Capodicasa per i Ds, Beppe Fioroni e Giannicola Sinisi della Margherita, Mauro Fabris dell’Udeur, Totò Cuffaro, vicepresidente dell’Udc e amico che di Lombardo dal quale si dice convinto di non essere abbandonato quando sarà il candidato dalla Cdl a governatore della Sicilia.
Non mancava la Lega con il suo responsabile del Sud Giacomo Chiappare. E a fine serata arriva Nichi Vendola a portare i saluti del padrone di casa e a sottolineare che condivide i temi sul Sud che «più che un problema è una risorsa per la politica». Tra ospiti e delegati, tanti i fuoriusciti dal centrodestra. In prima fila anche Vittorio Cecchi Gori, Vittorio Sgarbi e Cirino Pomicino. Tranne Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, nessuna presenza di An. «Noi restiamo al centro» è stata la sintesi della relazione che ha messo sotto accusa il governo per la politica poco meridionalista e per le proposte, Banca del sud inclusa, avanzate nella finanziaria. Ma siccome la legge elettorale pretende che ogni partito superi il 4% Lombardo ha annunciato «alleanza», con chi sosterrà le proposte dell’Mpa. I due giorni del congresso serviranno anche per capire gli scenari. «A sinistra, non c’è alternativa - spiega Sgarbi -. Da Bari si parte per il grande centro, e Lombardo non potrà che allearsi con Mastella e costituire un fronte antibertinottiano».
«Non è così - suggeriscono in molti - Lombardo rimane di destra e spera sempre che arrivino segnali concreti da Berlusconi per potere fare la sua scelta».