Lombardo al miglior offerente: «Noi al centro, qualcuno verrà»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Alla fine di un lungo dibattito tra i 150 componenti del comitato nazionale federale, riunitosi ieri a Roma, il movimento autonomista di Raffaele Lombardo è rimasto ancorato alla posizione centrista scelta già al congresso di Bari. Con un piccolo passo avanti: sarà il presidente del partito, Raffaele Lombardo, a prendere una decisione finale insieme al direttivo, nei prossimi giorni, e forse nelle prossime ore. Decisione finale che dipenderà «da una netta presa di posizione a favore del Mezzogiorno da parte di uno dei due Poli». Insomma per Raffele Lombardo andare nel centrosinistra risulta difficile e malgrado abbia dichiarato di esserci costretto perché da parte della Cdl e del premier Berlusconi non c’è stato alcun segnale concreto di risposta alle richieste di fiscalità di vantaggio, alla fine ha deciso di rinviare ancora ogni scelta. Scontrandosi così con buona parte dei componenti il comitato che ritengono «ineluttabile» la scelta a sinistra e soprattutto «non più rinviabile», come ha detto uno degli intellettuali del movimento, Elio Rossitto, docente universitario un tempo militante del Pci. Tra questi anche l’assessore alla sanità del governo Cuffaro, Giovanni Pistorio, pronto a dimettersi nel caso fosse maturata la scelta a sinistra. Ma neanche ieri è stata presa una decisione, con il rischio di andare alle nazionali da soli, con un terzo Polo, come sarà per le regionali. «Non aderiamo a nulla, restiamo al centro del campo e vediamo chi fa un passo verso di noi. Ovviamente chi sposa la tesi della priorità del Mezzogiorno fa un passo verso di noi», ha concluso Raffaele Lombardo, che ha dato subito appuntamento alla direzione neo eletta per definire come andare avanti. Nel documento approvato dal comitato si mette in evidenza che è «l’assenza di significativi provvedimenti legislativi o amministrativi adottati dall’attuale maggioranza di governo idonei a conseguire gli esiti auspicati dal Mpa», a rendere impossibile l’alleanza con il centrodestra. «Bastava - spiega con tono deluso Lombardo - introdurre nel maxi emendamento la fiscalità compensativa e non di vantaggio. Non è stato così, questo perché è prevalso il calcolo meschino di qualche “gregarietto”». L’Mpa rimane adesso in attesa di un segnale del centrosinistra che inserisca la questione Mezzogiorno tra le priorità del suo programma. Lombardo si dichiara consapevole che questo potrebbe significare «andare da soli»: «Ma a quel punto bisognerà fare i conti con lo sbarramento del 4% previsto dalla legge» aggiunge, evidentemente preoccupato.