Lombardo: «Prematuro federarsi decideremo tra un mese e mezzo»

Sulla possibile intesa potrebbe pesare un intervento del premier con l’offerta di collegi «sicuri»

da Roma

Oltre agli interventi dei «costituenti», il discorso più atteso è stato quello di Raffaele Lombardo, europarlamentare e presidente della Provincia di Catania nonché ex Udc e leader del «Movimento per l’autonomia». Un personaggio di primo piano della vita politica siciliana venuto alla ribalta nazionale per il fondamentale apporto di voti che ha portato alla conferma di Umberto Scapagnini come sindaco di Catania. Per la neonata Dc un accordo con Lombardo sarebbe strategico per rafforzarsi e radicarsi in Sicilia piazzando subito un duro colpo ai cugini dell’Udc. Ma l’europarlamentare non ha voluto sbilanciarsi. «Sono qui - ha detto - come amico e ospite e sto rivivendo la mia storia». Poi ha aggiunto: «Sono venuto anche perché ho ricevuto tante insistenze e raccomandazioni a non venire, ma io vengo a testimoniare la mia attenzione».
Il feeling con Rotondi è chiaro. «Con questo partito il mio movimento ha condiviso molte critiche e ha in comune alcuni obiettivi - spiega Lombardo -. Sono qui per ascoltare e tra un mese e mezzo deciderò se federarmi con la Dc». Una riflessione comprensibile. Il leader siciliano ha condotto la propria battaglia politica dentro l’Udc fino alla fuoriuscita perché non condivideva il verticismo del partito. Coerentemente con le posizioni del passato vuole sentire la base prima di federarsi. Ma i sentimenti di Lombardo sono gli stessi di Rotondi. E anche i «nemici». In questa situazione politica l’europarlamentare ha lamentato che «una dozzina di persone sceglie un migliaio di candidati al Parlamento» e così si viene a creare un «deficit di democrazia all’interno dei partiti che non possiamo accettare».
In prospettiva, sull’ipotesi di «federazione» del movimento siciliano con la Dc potrebbe risultare fondamentale l’intervento esterno di Silvio Berlusconi. Mettendo sul tavolo una dozzina di collegi di cui la metà «sicuri» si favorirebbe l’avvicinamento tra Lombardo e Rotondo. Ci sarebbe allora una Dc più pesante e soprattutto alleata della Cdl.
Ma oltre a Lombardo al battesimo della Dc c’erano anche altre tre persone molto interessate. Alessandra Mussolini, in prima fila, ha dichiarato di «condividere la battaglia per il proporzionale» e ha aggiunto: «Sono stata accolta bene, sono tra amici». Poco distante c’era anche il vicepresidente della Camera Publio Fiori. Nel pieno delle polemiche di An ha salutato decine di persone. Più a proprio agio a questo congresso o in Alleanza nazionale? «Sentimentalmente - ha risposto - sto meglio qua». Anche Gianni De Michelis si è presentato per assistere all’esordio della creatura di Rotondi. «Dobbiamo trovare il modo di fare un tratto di strada assieme, la prima battaglia comunque è per il ritorno al proporzionale».

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