Lombardo sogna il terzo Polo «Siamo e restiamo al centro»

Il partito: «Fino a gennaio possiamo permettercelo, poi dovremo scegliere»

Marianna Bartoccelli

nostro inviato a Bari

Eletto segretario federale del movimento autonomista che dalla Sicilia ha la pretesa di raccogliere quanti si sono stufati della politica del centrodestra ma anche coloro che hanno fatto un passo indietro dalla politica, Raffaele Lombardo lascia Bari dopo il primo congresso di fondazione, inaspettato per partecipazione e attenzione dei leader politici del centrosinistra, con la domanda iniziale senza risposta: con chi vanno gli autonomisti? Abbandonano il centrodestra e accettano il corteggiamento dell’Unione? «Ci collochiamo al centro e lì intendiamo restare». Queste le parole della relazione iniziale e queste le parole del suo discorso di chiusura. Tra gli applausi dei delegati (almeno 700, tutti a Bari a proprie spese anzi contribuendo economicamente all’evento) convinti che la soluzione migliore sia per adesso quella decisa da Lombardo. Fuori dagli schieramenti, in attesa di crescere come movimento e rafforzare le proprie proposte. Prima fra tutte quella della fiscalità di vantaggio per i prossimi dieci anni. Tanto è il lasso di tempo necessario secondo Lombardo a rimettere in movimento il Sud e una politica adeguata alle esigenze del meridione.
Il congresso si chiude quindi con un grazie all’interessamento di D’Alema e di Mastella, unici leader che a Bari hanno aperto le porte, una stoccata a Tremonti e alla sua proposta «inutile» della Banca del Sud, un riferimento alla Lega che da «sola ce l’ha fatta ad avere peso nel governo e a difendere gli interessi del suo territorio». Con toni accalorati ribadisce che non ci sono trattative segrete e che l’Mpa rimane al centro. «Sino alla fine di gennaio possiamo permettercelo - suggeriscono alcuni dei suoi uomini che più premono per accettare le offerte del centrosinistra - poi saremo obbligati a scegliere». Ma anche su questo Lombardo sembra frenare e parla di terzo Polo: «Cresciamo ogni giorno», ammette ricordando come dalla Sicilia soprattutto, ma su su per l’Italia sino al Friuli, pezzi di centrodestra, sindaci, consiglieri regionali, deputati chiedono di collegarsi al nuovo movimento. E forse questa è una delle motivazioni per cui la decisione finale viene rinviata: consentire nuovi ingressi, tutti di provenienza Cdl. Netto il no di Rotondi, che con la sua Dc era sembrato un possibile alleato elettorale, all’ipotesi del terzo polo, mentre Mastella si rivolge all’assemblea sottolineando che «non è certo che il centrosinistra vinca. Ma con apporti come quello dell’Udeur e dell’Mpa può vincere con tranquillità anche al Senato». E la prospettiva per lui è chiara: «Un grande centro moroteo che guarda a sinistra. Il partito democratico non è la mia aspirazione».
A Lombardo che ricorda che se non avesse contribuito in modo determinante a ribaltare il risultato elettorale di Catania «sarebbe saltato lo stesso presidente del Consiglio» risponde il senatore Schifani accusando il leader dell’Mpa di «tatticismo» ma nello stesso tempo richiamando il suo partito alla necessità di «avviare urgentemente un ragionamento responsabile sulle complessive strategie regionali alla luce del non esito del congresso di Bari». La non scelta di Lombardo riapre il dialogo a destra e il ministro Calderoli lancia l’invito a sedersi attorno ad un tavolo per parlare di fiscalità di vantaggio e di Sud: «Ci faremo noi garanti dentro la Cdl della soluzione dei problemi del Mezzogiorno, anche nell’interesse del Nord».