Via Lomellina chiede ancora aiuto: «Due milioni per tornare a casa»

Anche il sindaco depone un mazzo di fiori per ricordare le quattro vittime. Il parroco: «Non bisogna voltare pagina»

C’è ancora la folla sotto la palazzina sventrata in via Lomellina, «ferita della città che non potremo mai dimenticare». Parole di sindaco Letizia Moratti che ritrova la gente con cui ha «condiviso una notte drammatica», esattamente un anno prima. Il pensiero del sindaco, nel giorno della commemorazione ufficiale, corre «alle vite stroncate dalla tremenda esplosione: il piccolo Francesco, Tommaso, Esmeralda, Ilir. E ai familiari delle vittime: mi stringo a loro in un abbraccio con il quale vorrei sentissero il calore di tutta la città». Visibilmente commossa, la Moratti ricorda anche i soccorritori, le squadre dei vigili del fuoco che quella sera scavavano con le mani nella speranza di salvare il maggior numero di vite umane. «Grazie al loro contributo è stato fatto tutto quello che si poteva fare, lavorando ininterrottamente fino all’alba, senza darsi turni». Dopo il dolore, la mobilitazione generale. «Dare una casa agli sfollati era solo il nostro dovere - ammette la Moratti -. Pochi giorni fa la decisione di non vendere lo stabile di piazzale Dateo e di destinarlo così alle famiglie colpite dal crollo». E poi l’appello al «cuore di Milano», con la raccolta fondi che ha permesso di distribuire una cifra consistente (oltre 176mila euro) per interventi di sostegno agli sfollati. Ma l’emergenza resta. Il sindaco recita a voce alta uno degli striscioni esposti sul luogo della tragedia: «Non lasciateci soli...abbiamo ancora bisogno di voi!». «Vero. È un messaggio che l’amministrazione fa proprio. Lo porteremo nel nostro cuore insieme al ricordo di quanto è successo». Segue un minuto di silenzio nella commozione generale, interrotto dalle sirene delle ambulanze che allora garantirono il servizio di soccorso. Le autorità cittadine (dall’assessore ai Servizi sociali, Mariolina Moioli, al presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri; gli assessori al Decentramento, Ombretta Colli, e alla Casa, Gianni Verga, il presidente del Consiglio di Zona 4, Paolo Zanichelli) posano fiori sull’asfalto dove furono scaraventati gli inquilini dei civici 5, 7 e 9 quando era ora di cena. Impossibile dimenticare. Riassume Palmeri: «Una enorme disgrazia che non va rimossa per rispetto delle persone coinvolte, nei cui confronti la giustizia e la verità sono un dovere».
Pino Tucci, a capo del Comitato di solidarietà per via Lomellina, aggiorna sullo stato dei lavori per la ricostruzione. «Con i 70mila euro raccolti sino a oggi possiamo giusto pianificare gli interventi di demolizione e di messa in sicurezza dell’edificio. Per restituire una casa a chi l’ha persa, invece,mancano più di 2 milioni di euro. Ringraziamo per questo il quotidiano “il Giornale”, e tramite esso l’onorevole Guido Podestà, per aver lanciato una sottoscrizione in nostro aiuto. Spero che l’iniziativa sia da esempio per altri».
Il sindaco e le autorità si mettono in testa al corteo verso la parrocchia dell’Immacolata, in viale Corsica, per la cerimonia in suffragio delle vittime. Dietro, un serpentone di almeno 200 anime. In chiesa i banchi sono già gremiti. «Nonostante la solidarietà di cittadini e istituzioni la ricostruzione non è nemmeno partita», constata il parroco padre Pio durante l’omelia. «Voltare pagina sarebbe una violenza inaccettabile. La sfida adesso è di guardare oltre la paralisi e lo sconforto e di ripartire, con l’impegno di tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità».