Lomellina Suolo pubblico da pagare dopo il crollo. Il Comune smentisce

Si avvicina per 31 famiglie il giorno in cui potranno tornare nelle proprie case 3 anni dopo quel 18 settembre 2006, quando il palazzo di via Lomellina 7 venne sventrato dalla fuga di gas che causò la morte di quattro persone, tra cui un bambino di 7 anni. La data si avvicina ma per i residenti le prospettive non sono tutte rosee. Ci sono 600mila euro da pagare per le spese e da qualche giorno la nuova tegola è la tassa del Comune per occupazione di suolo pubblico per il cantiere davanti allo stabile: 95mila euro da saldare, una «batosta» che i residenti speravano l’amministrazione comunale gli avrebbe risparmiato.
Le famiglie sgomberate hanno vissuto in questi anni nello stabile del Comune di piazzale Dateo dove hanno pagato un affitto calmierato. La notizia ha molto preoccupato le famiglie, ma l’assessore al Bilancio del Comune Giacomo Beretta li tranquillizza: «La giunta ha approvato il bilancio del 2010 che modifica il regolamento Cosap previsto per gli immobili che hanno subito danni ambientali o circostanze straordinarie. Secondo la modifica è prevista l’esenzione dalla Cosap per le impalcature destinate alla ristrutturazione degli immobili».