"La Lonardo? Pare la Cutolo..."

Annunziata, direttore dell’ospedale di Caserta, accusa la moglie
dell’ex ministro: "Fa la pasionaria... Quella è gente vendicativa". Il fedelissimo Udeur Ferraro: "Il consigliere regionale
scimmiotta Provenzano,
manda i pizzini e va in giro
a dire che io ero cosa sua&quot;<br />

nostro inviato a Santa Maria Capua Vetere

Nella presunta associazione per delinquere interessata ad accaparrare appalti e poltrone, ribattezzata «Cosa Loro» dai nemici del Guardasigilli, non poteva mancare un riferimento a Cosa Nostra. L’accenno è dovuto a espressioni «criminali» utilizzate dal manager dell’ospedale di Caserta Luigi Annunziata nel corso di una telefonata con l’avvocato Giovanni Cantelli inerente la predisposizione di un’interpellanza da parte dell’assessore Nicola Ferraro, (vicinissimo ai coniugi Mastella) contro lo stesso Annunziata.

«Scimmiotta Provenzano» La conversazione è del 4 giugno 2007. Ironizzando sulle pressioni e sulle iniziative finalizzate alla sua «destituzione», Annunziata dice al suo interlocutore: «Caro avvocato, Ferraro scimmiotta Provenzano. Mandai pizzini (...). Isso è Nicola Ferraro, e la Rosetta Cutolo del consiglio regionale, Alessandrina Lonardo Mastella, quella fa la pasionaria, la Rosetta Cutolo. È gente vendicativa ». Che non perdona. Per questo, aggiunge, c’è da aver paura. L’assessore e la moglie del ministro equiparati a camorristi. Ci va giù pesante, il responsabile dell’ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta. Colorisce quanto più dettagliatamente dichiarerà il 15 giugno 2007, alle ore 15.45, al pm Alessandro Cimmino in un interrogatorio che si è preferito non inserire nell’ordinanza di custodia cautelare. «La mia nomina è di giunta regionale - riferisce Annunziata -, ho militato nel partito dell’Udeur fino al maggio 2006 e sono amico personale di Clemente Mastella. Hoabbandonato il partito perché non condividevo il modo di agire dell’Udeur a Caserta, in particolare del consigliere Nicola Ferraro a cui l’Udeur casertano era rapportato (...). Ferraro andava in giro a dire questo: “Il direttore generale, cioè io, è cosa mia e...”. Cosa non vera. I rapporti si sono logorati al punto che Ferraro ha fatto interpellanze contro di me».

Proiettili e microspie Annunziata descrive l’assessore tuttofare dei Mastella come un politico spregiudicato, senza limiti, prepotente, minaccioso. Pericoloso come un delinquente camorrista. «A pochi giorni dal mio insediamento in ufficio mi sono arrivati alcuni proiettili con delle minacce e sotto la mia scrivania ho poi trovato una microspia artigianale. L’idea che mi sono fatto è che avendo contrasti con l’assessore» in qualche modo l’azione potesse essere riconducibile a Nicola Ferraro. «Incattivito com’è nei miei confronti - continua Annunziata - ho paura che possa farmi qualcosa, non politicamente ma fisicamente. Fino ad ora non mi ha mandato a minacciarmi da qualcuno ma è chiaro che se vuole fare pressioni non le fa ricorrendo a un vescovo machiedendo a qualche malvivente amico suo. Non a caso mi ha fatto esplicito riferimento al suo paese di provenienza, Casal di Principe », storica enclave dei clan dei Casalesi. Nel fascicolo processuale compare un’altra intercettazione destinata a sollevare polemiche anche se i contenuti della stessa non evidenziano particolari estremi di reato. Vincenzo Lucariello, difensore civico della Regione Campania, considerato uno dei promotori della presunta associazione per delinquere, al cellulare si dà un gran da fare. I carabinieri che controllano il suo intenso traffico telefonico, il 21 settembre 2007, ascoltano questa telefonata. Restano a bocca aperta più per l’interlocutore intercettato indirettamente che per le parole dette.

Intercettato il capo dei Gip Lucariello parla con Renato Vuosi, capo dell’ufficio Gip della Procura di Napoli dove a giorni approderà il fascicolo di Santa Maria Capua Vetere allorché verrà trasmesso per incompetenza territoriale: «Salve commendatore, sono Vuosi ». Lucariello: «Buongiorno, no vi volevo chiedere,madomani mattina verrò lì all’ufficio vostro». V: «Eh vabbè, io spero solo di esserci perché è un periodo che si hanno un sacco di cose, trasferimenti di colleghi eccetera (...) di assegnazione di quel processo famoso». L.: «Ma l’avete assegnato?». V.: «Mi capite? Vi comunicherò poi». L.: «Ho capito». V.: «Mi capite? (omissis)». L.: «Eh, vi telefono perché ho bisogno di un consiglio per una persona a cui tengo, insomma ». V.: «Capito, benissimo».