Londra, gli 007 scoprono Katia la spia russa in Parlamento

LondraPer l’MI5, i servizi di sicurezza interni di Sua Maestà, Katia Zatuliveter, la 24enne russa assistente di Mike Hancock, deputato Liberaldemocratico e membro della commissione Difesa del Parlamento, sarebbe in realtà una spia al soldo dell’SVR, i servizi segreti esterni di Mosca. Un nuovo caso “Anna la rossa“, la bella russa accusata di spionaggio e espulsa dagli Stati Uniti? Katia, stando almeno a quanto riporta il domenicale Sunday Times, avrebbe deliberatamente puntato ad agganciare Hancock, 64 anni. Il deputato dei LibDem, scrive il periodico britannico, ha da sempre «un forte interesse per la Russia» e ha la reputazione del «donnaiolo». La giovane avvenente assistente è stata quindi arrestata e su di lei ora pende un provvedimento di espulsione. Il deputato si è però schierato dalla sua parte: a suo carico, ha detto, non c’è nessuna prova. «Nessuno mi ha fatto vedere delle prove che mostrino la sua pericolosità per il Regno Unito», ha detto Hancock alla Bbc.
Katia è stata arrestata giovedì scorso in un appartamento di Londra e quindi trasferita in un «luogo sicuro». «Le hanno chiesto di fare i bagagli - ha spiegato oggi Hancock - e di tenersi pronta. Poi l’hanno trasferita in un centro di detenzione a Londra, dove sta mettendo insieme gli elementi per presentare appello». I margini di manovra sembrano però davvero ridotti. Sembra infatti che la stessa Theresa May, ministro dell’Interno, abbia dato l’ok all’operazione. «La sua presenza qui - ha detto una fonte al Sunday Times - non è stata giudicata un toccasana per la sicurezza nazionale». Nelle alte sfere vi era insomma «inquietudine su quello a cui avrebbe potuto avere accesso. L’intenzione è dunque quella di mostrarle la porta».
Stando alle informazione raccolte dal domenicale, Zatuliveter - che ha preso un master nel Regno Unito - è stata assunta da Hancock dopo averla incontrata a Strasburgo - dove il deputato inglese si reca spesso visto il suo incarico al Consiglio d’Europa.
Prima di aver ricevuto il pass di accesso al Parlamento la sua “pratica“ ha seguito tutte le procedure del caso e le sue credenziali sono state controllate dalle autorità rilevanti. «Su che cosa avrebbe mai potuto spiare?», ha quindi domandato Hancock. «Non c’era niente di “sensibile“ nel lavoro che svolgeva per me». I servizi di sicurezza evidentemente non la pensano così.