Londra, castrazione chimica ai pedofili

da Londra

La castrazione chimica come ultimo, drastico - ma per il momento facoltativo - rimedio per combattere la pedofilia. La proposta di legge è stata avanzata dal ministro degli Interni britannico, John Reid, in seguito alle recenti polemiche scoppiate per la messa in libertà di alcuni pedofili, frettolosamente scarcerati senza alcun controllo, alcuni dei quali tornati a lavorare a stretto contatto con bambini in istituti scolastici. Sull'onda dell'indignazione generale, dunque, Reid ha deciso di rafforzare le misure contro i reati sessuali, in particolar modo quelli di natura pedofila, individuando nella castrazione chimica la soluzione per scongiurare la recidività.
Uno speciale trattamento farmacologico, offerto (quindi non imposto) a chi ha già terminato di scontare la pena, che provoca la riduzione della libido. L'opzione della castrazione chimica è già praticata per i pedofili recidivi, ma Reid ha ritenuto di estenderla a tutti i condannati per reati su minori. «La detenzione in carcere e la punizione devono essere applicate in seguito a reati sessuali - il pensiero di Reid -. Ma, dopo il carcere, dobbiamo pensare a curare questi individui, supervisionarli e condividere informazioni con le famiglie, ancorché in maniera limitata e appropriata».
Il nuovo pacchetto legislativo, che dovrà essere approvato dal parlamento, comprende altri venti punti, tra i quali la possibilità riservata ai genitori di ottenere informazioni sui condannati per pedofilia residenti nella loro zona (ispirata alla statunitense «Legge di Megan»), e il ricorso della macchina della verità per i sospetti di reati sessuali. Inoltre, una volta rimessi in libertà, i condannati per reati di pedofilia dovranno fornire alle autorità numerosi dati personali, informando le forze dell'ordine qualora iniziassero relazioni con persone con figli minori a carico. Un inasprimento a 360 gradi che però non soddisfa l'opposizione conservatrice, dubbiosa sull'efficacia della castrazione chimica in quanto «discrezionale».
«Oggi i giornali parlano di castrazione - ha dichiarato il ministro ombra dell'Interno David Davies -, ma la verità è che se la volontarietà può essere utile in alcuni casi, c'è il rischio che i peggiori criminali non vogliano sottoporsi al trattamento». A favore alla castrazione obbligatoria per tutti i condannati di pedofilia si è schierata Sara Payne, madre di Sarah, una bambina uccisa sette anni da un pedofilo, Roy Whiting. «Tutto il piano Reid si basa sul rispetto della parola, ma a questa gente della parola parola non importa nulla - ha protestato Payne -. Questa gente violenta e molesta i nostri bambini, e fotografa quello che fa. Sono i peggiori, perché fanno queste cose a bambini».
Nel Regno Unito durante il biennio 2005-06 - secondo i dati del ministero degli Interni - circa cinquemila ragazzi di età inferiore ai 16 anni sono stati violentati, e almeno seimila sotto i 13 anni hanno subito molestie sessuali.
Tragici abusi che nel 90% dei casi vedono infausti protagonisti parenti, amici o comunque conoscenti della famiglia della vittima. «È diffusa tra la gente la convinzione che tutti i pedofili vogliano sempre fare male, in ogni momento - l'opinione del dottor Donald Findlater, direttore della charity per minori Lucy Faithfull Foundation -. La realtà è che alcuni di loro sono disperati e farebbero di tutto per guarire».