Londra: «Cercasi per il Vaticano ambasciatore anche gay»

Tra i requisiti richiesti l’italiano e il francese. «Non faremo distinzioni per l’orientamento sessuale»

Lorenzo Amuso

da Londra

AAA, Ambasciatore in Vaticano cercasi. Non è un bizzarro scherzo di mezza estate, ma un annuncio comparso giovedì scorso su diverse riviste specializzate nella ricerca del personale. Autore dell'iniziativa il Foreign office, il ministero degli Esteri britannico, che per la prima volta nell'ultracentenaria storia della diplomazia di Sua Maestà ha deciso di affidarsi ad un'inserzione pubblicitaria per assumere il rappresentante del Regno Unito presso la Santa Sede. Una scelta decisamente insolita, giustificata da un portavoce del ministero con il tentativo di essere «più aperti verso l'esterno». Aperti, ma soprattutto - in perfetto stile anglosassone - politicamente corretti.
Così l'annuncio, rispettando la tradizione multietnica, multirazziale, multiconfessionale della nazione che il candidato andrà a rappresentare, non manca di precisare che la selezione è aperta a tutti, senza distinzione di genere, di razza, di età e di orientamento sessuale. Tutti purché «altamente qualificati». Il perfetto ambasciatore - secondo l'inserzione pubblicata da Capita, l'ufficio di headhunter (cacciatori di testa, come vengono chiamate nel mondo anglosassone le società di ricerca del personale) incaricato di raccogliere i curriculum dei candidati - deve disporre di «comprovate conoscenze di politica internazionale, capacità diplomatiche e interpersonali oltre ad una profonda istruzione sull'arte del governare». Due le lingue richieste, il francese e l'italiano, ma - fa notare la stampa britannica con una punta di discutibile «humour english» - la conoscenza del tedesco (in base alle origini di papa Benedetto XVI) potrebbe aumentare le possibilità di successo. Un aiuto sicuramente più efficace che non affidarsi ad un provvidenziale intervento divino, assicura un portavoce di Capita, ricordando come tutti i candidati dovranno «sottoporsi anche a numerose prove psicometriche e ad un colloquio con uno psicologo».
Un tour de force, tra test psico-attitudinali, veri e propri esami di diritto canonico e internazionale, e prove di cerimoniale, per uno stipendio sensibilmente inferiore a quello di qualsiasi altro collega con incarichi analoghi in altre capitali. Per l'ambasciatore nel più piccolo Stato del mondo infatti è previsto lo stipendio più modesto, meno di quello di un preside di una scuola secondaria del Regno Unito: all'incirca 90.000 euro all'anno. «Il nostro ambasciatore a Washington guadagna molto più», conferma beffardamente un funzionario del Foreign Office al Sunday Telegraph. Eppure sembra che la lista dei candidati sia già piuttosto lunga, come auspicato dal ministro degli Esteri, Jack Straw, promotore di questa svolta. «Al di fuori del nostro eccellente corpo diplomatico, ci può essere qualcuno che può avere eccellenti qualifiche per ricoprire egregiamente questo ruolo», aveva spiegato lo scorso dicembre un portavoce del ministro.
Anche per questo il governo britannico non ha voluto chiudere la porta a nessuno. «Diamo il benvenuto a qualsiasi candidato qualificato - si legge dell'inserzione - senza distinzione di genere, di razza, di età, di orientamenti sessuali». Un forte messaggio di tolleranza apprezzato dai media, soprattutto in un momento in cui la Gran Bretagna, esempio di integrazione etnica e liberalità religiosa, è entrato in crisi. Resta da conoscere l’eventuale reazione del Vaticano davanti a un ambasciatore le cui preferenze sessuali non siano gradite, ma comunque per diventare l'ambasciatore britannico tra vescovi e cardinali non sembra necessario neppure essere cattolici, anche se - avvertono quelli di Capita - «i candidati devono essere pronti ad assistere ad un gran numero di cerimonie religiose». Nessuna vocazione né improvvisa conversione è indispensabile, ma una certa predisposizione sì, quella è vivamente consigliata. Astenersi perditempo, dunque. I tempi ormai stringono: l'attuale ambasciatrice presso la Santa Sede, Kathryn Colvin, lascerà il posto in settembre, dopo aver completato il suo turno di tre anni, e la gara per la sua successione è ufficialmente aperta.