Londra conquista la palma della più ricca d'Europa

Subito dietro l'area metropolitana londinese nella classifica seguono il Granducato del Lussemburgo, Bruxelles e Groningen. In Italia i territori più ricchi sono quelli di Bolzano, la Lombardia e l'Emilia Romagna. Male Campania, Calabria e Sicilia.

E' la regione di Londra - ovvero il territorio sottoposto al controllo della Greater London Authority, un agglomerato che conta più di 7 milioni di abitanti ed è composto da 32 Borghi più l'antica Città di Londra (quella conosciuta comunemente come City) - la regione più ricca d'Europa. Subito dietro c'è il granducato del Lussemburgo mentre nessuna italiana figura nelle «top 20». E' questa la classifica redatta da Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, che aggiorna i dati relativi al prodotto interno lordo per abitante, espresso in standard di potere di acquisto, nelle 271 regioni europee. Una misurazione che ha un valore strategico in quanto propedeutica alla individuazione delle aree bisognose di aiuti, sotto forma di fondi strutturali.
Nell'Unione Europea, che pure è una delle aree più ricche del mondo, fra le sue regioni persistono forti disparità di reddito e di opportunità. Nel 2008 il Pil per abitante nelle 271 regioni europee, espresso in termini di potere d'acquisto, variava dal 343 per cento (considerata 100 la media europea) della regione di Londra al 28 per cento di Severozapaden, in Bulgaria. Le regioni leader nella classifica del Pil regionale per abitante nel 2008 sono state, oltre a Londra, il Granducato del Lussemburgo (279 per cento), Bruxelles (216 per cento), Groningen nei Paesi Bassi (198 per cento), Amburgo (188) e Praga (172 per cento). Tra le 40 regioni che superano il livello del 125 per cento, dieci sono in Germania, cinque nei Paesi Bassi, quattro in Austria e nel Regno Unito, tre in Spagna e Italia, due in Belgio e in Finlandia, uno ciascuno in Repubblica Ceca, Danimarca, Irlanda, Francia, Slovacchia e Svezia, così come il Granducato di Lussemburgo. Eurostat fa notare però che 8 regioni tra le prime 10 sono capitali, dove l'alta presenza di pendolari fa sì che il valore del pil procapite sia molto più alto che altrove. Le regioni più ricche sono principalmente situate in Germania, Olanda e Austria.
In Italia, i territori più ricchi si confermano la provincia di Bolzano (137 per cento) e la Lombardia (134 per cento), seguiti dall'Emilia Romagna (127 per cento). Bene il Lazio (123 per cento) che precede, tra l'altro, il Veneto (122 per cento) e la Toscana (116 per cento). In generale, Nord Ovest, Nord Est e Centro Italia hanno un pil superiore alla media Ue (rispettivamente 126%, 124% e 116%), mentre il Sud e le isole sono al di sotto, con il 69%. Le regioni più povere (tutte con il 66%) sono invece Campania, Calabria e Sicilia, seguite a ruota dalla Puglia (67%). Restano sotto media 100 anche Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna e Umbria che tuttavia è al 97%. La fotografia di Eurostat indica che anche tra le 20 regioni europee più povere non figurano italiane. I territori con la situazione peggiore sono tutti in Bulgaria, Romania, Ungheria e Polonia. Delle 64 regioni che sono al di sotto del 75% (e quindi sono considerate dall'Ue regioni povere al fine del sostegno comunitario), 15 si trovano in Polonia, sette nella Repubblica Ceca e in Romania, sei in Bulgaria e Ungheria, quattro in Italia e Portogallo, tre ciascuna in Grecia, Francia (territori di oltremare) e Slovacchia, due in Gran Bretagna, una in Spagna (Extremadura 73%), come in Estonia, Lituania e Lettonia. Le regioni con un Pil al di sotto del 75% della media Ue, come tutte quelle del Sud Italia, sono quelle che nella ripartizione dei fondi Ue hanno diritto ad aiuti europei più consistenti (i fondi strutturali tramite i quali si persegue l'obiettivo convergenza).