A Londra l'ultimo respiro va in diretta tv E' boom di ascolti, ma è bufera sulla Bbc

Filmati i minuti finali di un anziano stroncato dal cancro: "E' un documento scientifico". Sotto accusa gli autori. Ma qualcuno dice: aiuterà altre persone

Londra L'ennesima trasmissione sulla morte umana, ma non una delle solite. Quella mandata in onda venerdì sera dalla Bbc riguarda la morte reale di un uomo, un ex impiegato di banca e veterano di guerra di 84 anni, malato terminale di cancro ai polmoni chiamato Gerald. L'uomo ha permesso che le telecamere filmassero i suoi due ultimi mesi di vita compreso il momento del decesso. Quasi cinque minuti di filmato in cui si vede Gerald andarsene nel suo letto, circondato dai familiari che singhiozzano, sereno quanto può esserlo uno che sa che sta esalando gli ultimi respiri.

La trasmissione ha suscitato un vespaio di polemiche e l'emittente pubblica è stata accusata di voler lucrare sul dolore delle persone, facendo diventare un reality anche gli ultimi momenti dell'esistenza di un essere umano. La scena della morte, girata il primo gennaio scorso, viene trasmessa mentre una voce fuori campo spiega cosa accade nel corpo dell'anziano i cui organi vitali cedono uno dopo l'altro. Gli autori del programma hanno fermamente respinto le molte accuse a loro rivolte. «La morte è una fase importante della vita e dell'esperienza umana ed è importante anche sotto il profilo scientifico - hanno replicato -. Mostrare il decesso di Gerald è necessario per capire che cosa succede nel corpo umano quando gli organi vitali smettono di funzionare in modo adeguato. È solo questo che abbiamo fatto e non ci siamo mai tirati indietro quando si tratta di affrontare temi di una certa difficoltà».

«La morte di un uomo non dovrebbe servire a fare audience - ha sottolineato John Whittingdale, membro conservatore della camera dei Comuni - non dovrebbe mai trasformarsi in uno spettacolo di prima serata per un pubblico televisivo». «Alcuni aspetti della vita sono così privati che tali dovrebbero restare anche se il soggetto interessato dà il permesso di mostrarli», ha aggiunto Peter Saunders dell'organizzazione Care not Killing. Sui giornali i commentatori si sono spaccati in due e c'è anche chi ha preso le parti degli autori. «Ho assistito al programma in anticipo - racconta Michael Deacon del Daily Telegraph - e penso che la Bbc non abbia sbagliato. Non ho trovato quei cinque minuti privi di sensibilità. Certo non si tratta di una scena piacevole».

La trasmissione è stata guardata da milioni di persone e ha ottenuto un'altissima audience e commenti positivi da parte degli spettatori. Ieri l'infermiera che è stata accanto a Gerald negli ultimi mesi di vita ha commentato: «Credo che fosse sua intenzione farsi filmare perché era profondamente convinto che la trasmissione potesse essere d'aiuto anche ad altre persone».