Londra, nazionalizzato Lloyd Banking Group: garantiti gli asset tossici 

Il governo britannico assume il controllo dell'istituto passando dal 43 al 65% di partecipazione. In cambio lo Stato
assicura titoli a rischio per 260 milioni di sterline. Il gruppo si
impegnerà a garantire prestiti per 28 miliardi di sterline nei
prossimi due anni

Londra - Accordo raggiunto tra il governo britannico e Lloyd Banking Group: Londra aumenterà la sua partecipazione nella banca dal 43 al 65% e garantirà gli asset più rischiosi del gruppo, 260 miliardi di sterline di titoli tossici, circa 290 miliardi di euro. Il gruppo, nato dalla fusione tra Lloyds Tsb e Hbos, si impegnerà a garantire prestiti per 28 miliardi di sterline nei prossimi due anni. Un accordo simile era già stato concluso con il colosso bancario Rbs di cui lo stato assicurerà attività tossiche per 325 miliardi di sterline, accollandosi fino al 90% delle perdite.

L'accordo con il Tesoro Lloyds Banking Group (Lbg), costituita all’inzio dell’anno dalla fusione tra Hbos (Halifax-Bank of Scotland) e Lloyds Tsb, aveva già annunciato di prevedere perdite per il 2009, considerato che i due istituti avevano già avuto un 2008 molto difficile. Se Lloyds lo scorso anno aveva infatti registrato un taglio dell’utile del 75% rispetto all’anno precedente, Hbos aveva addirittura chiuso in 'rosso', per la prima volta dalla sua nascita nel 2001 (la perdita era stata di 7,58 miliardi di sterline contro l’utile di 3,965 sterline registrato nel 2007). La fusione tra Hbos e Lloyds Tsb non era dunque piaciuta al mercato: oltre alle pesanti perdite in Borsa registrate nelle scorse settimane, Lbg aveva anche subito di recente un taglio del rating da parte di Moody’s. L’elevato livello di esposizione ai rischi di Hbos - aveva sottolineato l’agenzia di rating - potrebbe indebolire la redditività del gruppo. Inoltre, diversi analisti avevano messo in evidenza che l’integrazione delle due banche presenta numerose difficoltà operative.

La partecipazione statale Attualmente il governo detiene il 43% della Lloyds grazie a 17 miliardi di denaro pubblico iniettati nella banca in ottobre nell’ambito della fusione con Hbos, che è stata molto criticata perchè ha indebolito le risorse di Lloyds. Hbos ha chiuso infatti il 2008 con un rosso ante tasse record da 10,8 miliardi di sterline e perdite da prestiti per 9,9 miliardi di sterline mentre Lloyds, pur rimanendo in attivo, ha registrato un calo degli utili del 75%. Per il ministro del Tesoro britannico, Stephen Timms, quello annunciato è un accordo "molto importante" perché "fornisce nuova certezza a Lloyds mettendola in condizione di impegnarsi in nuovi prestiti" alle imprese.