Londra, il palazzo da 8 milioni ora è "okkupato"

L’edificio a sei piani, nella lussuosa zona di Mayfair, è circondato da abitazioni e locali esclusivi. Da qualche giorno è stato invaso da un gruppo di squatter

Sono entrati dalla finestra, ma senza nemmeno forzarla: era aperta. Così, travestiti da operai, hanno appoggiato una scala alla facciata in stile georgiano e hanno fatto un ingresso trionfale nel palazzo. Che non è un palazzo qualunque: è una villetta a sei piani nel cuore di Mayfair, la zona più esclusiva e lussuosa e storica di Londra. Gli intrusi sono squatter: il prestigioso edificio, che compare sulla lista del Patrimonio nazionale inglese, è finito okkupato, come una cascina o un loft. E pensare che vale 7 milioni e mezzo di euro.

Abusivi d’élite. I ragazzi del collettivo, nome d’arte “DA!”, hanno deciso di trasformare la casa, disabitata da mesi, in uno studio artistico e di “renderlo vivo, attraverso lo scambio di idee e conoscenze”. Così hanno spiegato ai quotidiani britannici, ma non è certo bastato per convincere i vicini. Nei dintorni è tutta un’élite: ristoranti e alberghi di lusso, come il Grosvenor House Hotel, residenze storiche come quella di Sir Robert Peel, fondatore della Polizia metropolitana. Qualcuno ha chiosato: “Non credo che Sir Robert sarebbe stato completamente dalla parte degli squatter”. Nessuno, nei paraggi, lo è. Upper Grosvenor street è un indirizzo che fa gola a molti, il palazzo – sei piani, trenta stanze – è ufficialmente di proprietà di una società registrata alle Isole Vergini britanniche. Che, peraltro, hanno il consolato a due passi. Due passi ancora, più in là, e c’è l’ambasciata americana.

Okkupazione creativa. Gli squatter si sono indispettiti per tanto clamore. Erano sei mesi che curavano la location, nessuno si è mai fatto vivo. Anzi. Loro assicurano: “Lo stiamo risistemando”. Hanno riallacciato acqua, luce e gas, hanno cambiato le serrature e riparato pian piano i danni. Benefattori, insomma. Ora il collettivo è pronto a passare all’azione, con mostre ed esibizioni. “Chi siamo non è importante – dicono – Abbiamo okkupato un edificio vuoto e dilapidato”. Fa parte del patrimonio nazionale? “Forse saranno interessati a vedere come i proprietari l’hanno lasciato andare”. Nessuna intenzione di sloggiare da un’abitazione così esclusiva. “Se vogliono sfrattarci dovranno portarci in tribunale: noi lo stiamo rendendo vivo”.