Londra, prese tre donne: ospitarono i terroristi

Massima allerta dopo il ritrovamento di 16 ordigni esplosivi a Luton. Aveva il visto scaduto da 2 anni il brasiliano ucciso per sbaglio

Nostro inviato a Londra

Come tutti i padri, ci aveva messo del suo, perfino del cuore, per far venire al mondo tre vite, una nata da appena pochi giorni. Ma da quello stesso mondo che riteneva ormai popolato da peccatori e irrecuperabili senza Dio, di vite stava per cancellarne in un attimo molte di più. Nei suoi piani, a decine. È l'ultima, sconcertante novità scaturita dalle indagini sui falliti attentati del 21 luglio scorso a Londra contro tre linee della metropolitana e un bus: l'uomo in fuga di cui mercoledì sera il vicecapo della squadra antiterrorismo di Scotland Yard, Peter Clarke, aveva mostrato una nuova immagine ripresa dalla telecamera sistemata al piano superiore di un autobus della linea 220, è un padre di famiglia. Si trovava proprio sulle sue spalle lo zainetto esplosivo che avrebbe dovuto fare strage alla stazione della metropolitana di Shepherd's Bush.
A riconoscere l'uomo, di cui però la polizia non ha ancora fornito le generalità, è stato un vicino di casa, Pietro Xavier, non appena l'immagine del fuggiasco in canottiera (dopo essere salito sul bus si era infatti liberato della maglia blu che indossava) è comparsa in tv facendo il giro del Regno Unito. L'aspirante kamikaze abita anche lui a Stockwell, al piano terra di uno stabile di Blair House Road, a soli 200 metri da una stazione della metropolitana che a partire dal 21 luglio è balzata sinistramente al disonore delle cronache. Anzitutto quello stesso 21 luglio, alla fermata di Stockwell si incontrarono i quattro del commando. Su un treno preso proprio lì ha fatto cilecca uno dei loro zainetti esplosivi. Sempre nella metropolitana di Stockwell è stato ucciso per errore dalla polizia il povero elettricista brasiliano Jean Charles de Menezes (il cui visto da studente - ha riferito ieri il ministero degli Interni - era scaduto da circa due anni). Vicino a Stockwell c'è una moschea, quella di Brixton, che è da anni un crocevia del terrorismo internazionale. E sempre a Stockwell, da una settimana, si susseguono perquisizioni, fermi e arresti. Così è stato anche ieri e proprio nell'abitazione del fuggiasco fotografato sull'autobus 220. Dalla sua casa di Blair House Road sono state viste portar via ammanettate tre donne, una delle quali potrebbe essere la moglie, sospettate di aver aiutato e dato ospitalità ai terroristi in fuga.
Sempre ieri Scotland Yard ha compiuto altri nove arresti, tutti avvenuti a Tooting, una località che si trova anch'essa come Stockwell a sud della capitale britannica. Sei uomini sono stati ammanettati dopo l'irruzione in una abitazione e altri tre, di nazionalità turca, nel ristorante kebab di cui erano tutti dipendenti. Né degli uomini né delle donne la polizia ha fornito le generalità, precisando tuttavia che nessuno dei nove maschi corrisponde alle foto segnaletiche dei tre attentatori ancora in fuga. I recenti successi non illudono tuttavia Scotland Yard. Il pericolo di nuovi attentati rimane alto, come ha ribadito ancora ieri lo stesso capo della polizia londinese, Ian Blair. La preoccupazione, mai sopita, si è aggravata dopo la scoperta (avvenuta subito dopo il 7 luglio, ma resa nota soltanto ieri), di una automobile parcheggiata all'aeroporto londinese di Luton e carica di altri 16 terribili ordigni. Blair ha ricordato che gli uomini in fuga «sono persone estremamente pericolose, non dei dilettanti. Hanno fatto un solo errore, uno solo. Altrimenti il 21 luglio ci sarebbero state stragi equivalenti a quelle di due settimane prima».
Quanto a Muktar Said Ibrahim, il fallito attentatore dell'autobus numero 26 che condivideva l'appartamento di Southgate con il somalo Yasin Hassan Omar, arrestato mercoledì a Birmingham, potrebbe essere fuggito in Europa continentale. Lo scrive l'Evening Standard citando fonti di intelligence. L'uomo potrebbe aver preso un pullman per Dover e di lì una nave per Amsterdam. In allerta è anche la polizia belga.