Londra, scandalo tra i medici: "L’ecstasy non fa così male"

Un comitato di medici chiede al governo di
rivedere lo status della droga. "Solo 10 morti all’anno: molto peggio
alcol e tabacco". Il declassamento modificherebbe le sanzioni per uso e spaccio

Londra - Il governo inglese potrebbe decidere di declassare l'ecstasy da droga di serie «A» a sostanza di serie «B». È l'ipotesi choc avanzata ieri da molti giornali nazionali alla notizia che la prossima settimana i consulenti governativi inizieranno un processo di revisione dello status attuale di questo stupefacente. Un passo sorprendente visto che oggi l'ecstasy rimane la terza sostanza illecita più usata in Gran Bretagna. Soltanto nell'ultimo anno il 5 per cento della popolazione tra i 16 e i 24 anni d'età ha ammesso di averla assunta.

La decisione presa da parte dell'Acmd, il consiglio consultivo per l'abuso di droghe - presieduto dal professor Michael Rawlins - di riaggiornare lo status legale della droga fa seguito ad una raccomandazione della Commissione per la Scienza e la tecnologia, che già due anni fa aveva chiesto d'intervenire in questa direzione. A far cambiare idea sul livello di pericolosità dell’ecstasy sembra abbia contribuito in maniera fondamentale il risultato di un'inchiesta effettuata nel 2000 dall’associazione Police Foundation. Il rapporto finale affermava che questa sostanza è migliaia di volte meno pericolosa dell’eroina e probabilmente causa meno di 10 morti per droga all'anno. «L'ecstasy si trova in fondo alla scala di dannosità e su queste basi non dovrebbe essere inserita tra le droghe di classe A», dichiarò al Parlamento il professor Colin Blakemore, allora presidente esecutivo dell'Acmd.

Questo punto di vista è stato riconfermato anche l'anno scorso. Anzi, in questo frangente è stato sottolineato dagli addetti ai lavori che «alcool e tabacco sono in realtà molto più pericolosi della marijuana, dell’Lsd e dell’ecstasy». In effetti se il governo dovesse decidere per un declassamento di quest’ultima, la pastiglietta bianca si troverebbe soltanto un gradino sotto la cannabis, tornata nel 2004 ad essere una droga di terza categoria dopo trent’anni di lusinghiera presenza al secondo livello della lista.

Tutto ciò potrebbe accadere però soltanto se l'esecutivo di Gordon Brown si dimostrerà pronto ad accogliere le raccomandazioni del consiglio consultivo in materia, questione non del tutto scontata. Già una volta il ministro degli interni Jackie Smith ha dimostrato di voler tenere testa agli esperti rivelandosi dichiaratamente ostile ai loro suggerimenti. Soltanto l’estate scorsa ha infatti dichiarato di voler fare marcia indietro proprio sullo status legale della marijuana promettendo di promuoverla nuovamente in categoria B.

Tornando all’ecstasy, gli esperti dell'Acmd ritengono che le persone che la conoscono siano relativamente al sicuro. «Continuare a considerarla una droga di prima categoria comprometterebbe l’intero sistema di classificazione - ha spiegato il professor David Nutt - l’intero messaggio che vogliamo mandare verrebbe vanificato perché la gente penserebbe che mentiamo. Trattiamo invece i nostri utenti come adulti, diciamo loro la verità e lavoriamo insieme a loro per minimizzare gli abusi».

La retrocessione in classe B dell'ecstasy avrebbe ovviamente anche delle conseguenze sulle sanzioni attualmente previste per chi ne fa uso o la spaccia. Oggi i primi rischiano fino ad un massimo di 7 anni di reclusione, mentre per il traffico si arriva anche alla condanna a vita.