Londra, sventata strage di Al Qaida nei cieli

La polizia trova due video girati dagli attentatori che annunciavano il proprio martirio

Erica Orsini

da Londra

Ventiquattro arresti tra Londra e Birmingham, il giallo di cinque kamikaze forse ancora pronti a colpire e sullo sfondo lo spettro terrorizzante di una «strage di massa di scala inimmaginabile». Era «nella sua fase finale» e aveva dimensioni «globali» il piano terroristico sventato ieri da Scotland Yard con un’operazione scattata imprevedibilmente nella notte di mercoledì perché la situazione era mutata all’improvviso raggiungendo un punto «critico».
Insomma, nell’ambito di un’indagine che sembra aver avuto l’appoggio e la collaborazione di molte forze internazionali e che secondo fonti del Times durava già da almeno un anno, è successo qualcosa che ha costretto le forze di polizia a intervenire immediatamente. Così, nella notte gli agenti dell’antiterrorismo hanno effettuato dei raid congiunti a Londra, Birmingham e High Wycombe, nella valle del Tamigi, a ovest della capitale, arrestando 24 persone, che sembrano essere tutti cittadini inglesi di origini pachistane.
A Birmingham gli individui fermati sarebbero due mentre soltanto un soggetto sarebbe stato finito in manette a High Wycombe, anche se Scotland Yard non ha escluso ulteriori fermi. Il piano dei presunti attentatori era forse più ambizioso di quello messo in atto con distruttiva efficacia l’11 settembre in America. Anche se il quadro è ben lungi dall’essere completo, sembra che i kamikaze volessero imbarcarsi su un numero ancora imprecisato di aerei (i più ottimisti parlano di almeno sei, ma sembra che il bersaglio fossero dieci velivoli) diretti dalla Gran Bretagna verso gli Stati Uniti per farsi poi esplodere in volo. Americane tutte e tre le compagnie di linea scelte: United, American Airlines e Continental Airlines con destinazione finale a New York, Washington, Los Angeles, Chicago e Boston.
Secondo Scotland Yard gli attentatori avevano intenzione di utilizzare dalle bombe artigianali confezionate con dell’esplosivo liquido trasportato a bordo nel bagaglio a mano.
Gli attentatori, dovevano usare una soluzione a base di perossido di acetone (la stessa usata negli attentati a Londra del 7 luglio 2005), nascondendola in una bottiglia simile a quella delle bevande Gatorade per portarla a bordo. L'innesco doveva avvenire attraverso una macchina fotografica digitale o altri componenti elettronici come cellulari o iPod. I presunti terroristi arrestati si apprestavano a compiere un primo test sugli attentati entro i prossimi due giorni, mentre le stragi vere e proprie dovevano avvenire pochi giorni dopo e prendere di mira i voli transatlantici. Il test, secondo indiscrezioni degli investigatori, doveva servire a verificare che tutti i componenti per gli ordigni potessero essere portati a bordo superando i controlli.
Constatato l’imminente attacco, i servizi segreti britannici hanno così deciso di intervenire subito. Il massimo livello d’allerta e le misure di sicurezza eccezionali prese in tutti gli aeroporti inglesi hanno fatto subito temere che qualcuno dei kamikaze fosse riuscito a sfuggire. Già poche ore dopo la notizia dell'avvenuta operazione, qualche emittente televisiva aveva parlato della possibilità che due attentatori si trovassero ancora in libertà, mentre gli esperti antiterrorismo hanno dibattuto a lungo sull’esistenza di un eventuale «piano B» che avrebbe potuto venir messo in atto in caso di fallimento di quello principale. In serata poi è giunta la conferma che ci sarebbero ancora cinque persone ricercate. Lo ha rivelato l'emittente televisiva americana Abc secondo cui tre presunti leader del gruppo che preparava gli attentati sono detenuti e due di loro si sono recati di recente in Pakistan. Secondo la tv i nomi dei tre uomini sarebbero Rashid Rauf, Mohammed al-Ghandra e Ahmed al Khan. I media hanno confermato che due di loro avevano girato due «video del martirio», contenenti un testamento in vista degli attentati sui cieli dell’Atlantico.
Ieri, il primo ministro britannico Tony Blair, attualmente in vacanza ai Caraibi, si è complimentato per il successo dell'operazione con i servizi di sicurezza e la polizia. Durante la notte aveva avvertito di persona il presidente americano George W.Bush sull’evolversi degli eventi. Sempre ieri diverse fonti ufficiali statunitensi dell'antiterrorismo hanno fatto sapere che «alcuni degli elementi di cui si è venuti a conoscenza» fanno ragionevolmente supporre che il piano sia riconducibile all’organizazione terroristica di al Qaida. Dal Times online infine si è appreso che anche il governo pachistano avrebbe offerto un contributo significativo nell’ambito dell’operazione che ha sventato il devastante progetto criminale.
L’incubo tuttavia non è finito. Scotland Yard ha già detto di aver arrestato «i protagonisti» del complotto, ma l’atteggiamento generale è improntato alla «prudenza». Con cinque sospetti ancora in libertà, questo sostantivo non significa nulla di buono.