La «longa manus» di Al Qaida

Abu Sayyaf, movimento integralista il cui nome arabo significa «spada di Dio», è considerato la «longa manus» di Al Qaida nelle Filippine. Il suo obiettivo è creare uno stato islamico nel sud dell’arcipelago. Nato all’inizio degli anni ’90 da una costola del Fronte moro islamico di liberazione è stato protagonista di decine di attacchi sanguinosi. Il gruppo, fondato dal predicatore Abdulrajak Abubakar Janjalani, ucciso nel 1998, conta oltre un migliaio di seguaci. Gli Stati Uniti ritengono che Abu Sayyaf abbia contatti anche in altri Paesi e sospettano che sia un tassello del mosaico della rete di Osama Bin Laden. Il suo campo d’azione è concentrato nelle isole meridionali di Mindanao, Basilan, Jolo e nell’arcipelago di Sulu. Tra gli obiettivi presi di mira con attacchi, sequestri, stupri ed estorsioni ci sono chiese cattoliche, scuole e supermercati. Nel 2001 decapitò un ostaggio americano, Guillermo Sobero.