LONTANO DALLA MONETA UNICA

Per chi ha già titoli di Stato in euro, un’idea potrebbe essere quella di impiegare una quota della liquidità in valute estere forti. Tra le divise internazionali che riflettono questa caratteristica figurano sia quelle le cui economie vantano imponenti risorse naturali (quali, in particolare, il dollaro australiano e quello canadese e le corone norvegesi) e sia le economie solide del Nord Europa extra euro: corone svedesi, danesi o il franco svizzero, sebbene la decisione della banca centrale elvetica di fissare a1,2 il cambio euro-franco limiti fortemente le possibilità di guadagno. Anche le monete di alcuni Paesi emergenti sono nelle condizioni nei prossimi anni di apprezzarsi in modo sensibile rispetto alle divise dei Paesi occidentali. Per attuare questa strategia d’investimento in modo semplice, si può acquistare un fondo obbligazionario denominato in quelle valute (dollaro australiano o canadese, corone norvegesi, svedesi o danesi) oppure un fondo d’investimento monetario specializzato sui Paesi emergenti. Questa scelta permette, in caso di ulteriori cadute dell’euro, di vedere rivalutato il proprio investimento che funzionerebbe quindi come una «polizza assicurativa» contro la debolezza delle moneta unica. Per contro, nel caso l’euro si riprendesse, si accuserebbe una perdita di valore.