L'Opec taglia la produzione: il petrolio sale

Taglio a
sorpresa delle quote di produzione stabilite dai
paesi dell’Opec. Il cartello degli stati produttori di
petrolio ha deciso di abbassare di 520mila
barili al giorno l’<em>output</em> di greggio

Vienna - Taglio a sorpresa delle quote di produzione di petrolio stabilite dai paesi dell’Opec. Il cartello degli stati produttori di petrolio ha deciso, nella notte, di abbassare di 520mila barili al giorno l’output di greggio, con l’obiettivo di riportare la produzione entro il target ufficiale di 28,8 milioni di barili al giorno fissato nel settembre 2007.

Taglio di produzione Dopo ore di negoziati, nella notte l’Opec ha rivisto a sorpresa i suoi target di produzione tagliandoli di 520mila barili al giorno, a fronte di attese per una produzione invariata. Il nuovo tetto di produzione è adesso di 28,8 milioni di barili al giorno. Sui timori relativi ad un eccesso di produzione, il greggio Usa era sceso ieri sotto i 102 dollari al barile, circa il 30% in meno del massimo record di 147 dollari toccato a luglio, e il Brent aveva rotto al ribasso la soglia dei 100 dollari. Alle 8,20 circa il futures a ottobre sul greggio Usa sale di 20 centesimi a 103,45 dollari al barile, mentre la stessa scadenza sul Brent guadagna 25 centesimi a 100,59 dollari.

Il prezzo torna a salire Il prezzo del petrolio torna a salire riavvicinandosi ai 105 dollari al barile dopo la decisione dell’Opec. Nelle contrattazioni elettroniche al mercato di New York, Il greggio americano con consegna a ottobre è scambiato a 104,82 dollari al barile segnando un rialzo dell’1,5% mentre sul mercato europeo il brent passa di mano in rialzo dell’1,7% a 102,06 dollari. Ma la riduzione delle quote non deve preoccupare, assicura Federpetroli secondo cui "non sarà certo un taglio di 520.000 a far salire o scendere il greggio", mentre è "importante - si fa notare - l’entrata come membri Opec dell’Ecuador e dell’Angola, Paesi con alte riserve di greggio", che compensa in parte l’uscita dall’Organizzazione dell’Indonesia. A favore del taglio della produzione hanno votato paesi come Iran e Venezuela e il verdetto è giunto inaspettato dopo che proprio ieri il presidente dell’Opec, l’algerino Chakib Khelil, aveva dichiarato di ritenere "non necessario un taglio della produzione", annunciando che l’organizzazione avrebbe mantenuto invariate le quote sui livelli attuali. Sull’onda di queste rassicurazioni, le quotazioni dell’oro nero avevano ampliato il ribasso con il Brent, il greggio di riferimento europeo, che era sceso fin sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile.