L'opposizione non molla "Il Cav non governerà" Il Pd: "Morirà di fiducia"

Nonostante il sì della Camera, le opposizioni continuano a parlare di ingovernabilità del paese. Dal Pd all'Idv a Casini tutti gufano: i numeri non garantiscono che il Paese regga

Mentre la maggioranza festeggia l'ottenuta fiducia alla Camera e i 316 sì che gli consentono di tenere duro, le opposizioni si schierano compatte contro il risultato di oggi, rifugiandosi in un unisono sulla "tenuta solo ipotetica del governo". Da Pd e Idv, i commenti degli esponenti politici convergono sulla "ingovernabilità del Paese", nonostante il risultato di oggi.

"Questo governo morirà di fiducia", commenta in una nota il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani aggiungendo che "l’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del paese". Una fiducia che, a detta del segretario, non servirà a garantire al Paese la soluzione di un problema politico, che anzi "da domani risulterà ancora più evidente"."Continueremo nella nostra battaglia - conclude Bersani - come abbiamo fatto in modo incisivo in questi giorni, sia con la manifestazione nazionale a roma del 5 novembre, sia con la costruzione di un’alternativa che in questi giorni si è evidentemente rafforzata".

Sullo stesso tono le dichiarazioni di Rosy Bindi, presidente dell'assemblea, secondo la quale "Il risultato di oggi è evidente: la maggioranza perde i pezzi e questa fiducia serve solo per arrivare alla prossima fiducia". Ma, continua la Bindi, il risultato di oggi oltre a non piacere alle opposizioni non piacerà neppure a Napolitano. "Il capo dello stato - ricorda l'esponente dei democratici - "aveva chiesto di assicurare la governabilità".

E sul tema della fiducia che non riporta perà credibilità alla maggioranza punta anche Dario Franceschini, capogruppo del Pd, secondo il quale "la prova che la maggioranza è sempre più debole, nonostante la vittoria che va sbandierando, sta tutta nella loro spontanea richiesta di rinviare le intercettazioni a novembre".

Un monocorde richiamo alla tenuta solo ipotetica della maggioranza quindi, che non viene meno nelle parole di Antonio di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori parla di un governo che "non c’è più: non ha una maggioranza politica, ma solo numerica" e aggiunge una stoccata ai Radicali che "dimenticano che ci sono momenti topici in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Li rispetto ma non condivido il loro comportamento".

E il collega Massimo Donadi, capogruppo alla Camera per l'Idv, riprende le parole di Di Pietro sul ruolo dell'opposizione, ricordando che "l’obiettivo era oggi di dimostrare che la maggioranza è sgangherata, accidentata, che si tiene insieme solo con lo scotch. Non ha speranza, non ha idee nè un progetto e che per avere i numeri deve aprire al rialzo il mercato". Sulla stessa linea Orlando, che sul filo della metafora, parla di un "governo Berlusconi è come il Titanic che sta affondando pian piano mentre i topi, uno a uno, lasciano la nave"

"Nulla lascia presagire che da oggi Silvio Berlusconi riesca a governare", conclude Pier Ferdinando Casini, sulle stesse posizioni di Pd e Idv, definendo quella di oggi "una vittoria di Pirro", che dimostra solo un'innata abilità del premier "nell'uso del pallottoliere" della "contabilità parlamentare" e mostra una maggioranza "che si assottiglia", confermando "l'insensibilità" di chi la guida ai problemi del Paese.