Il Lorenteggio dice stop all’assedio degli abusivi

La Barona chiede piste ciclabili, più strade a senso unico e controlli alle aziende che inquinano

Chiara Campo

Aumentare la frequenza degli autobus, creare nuove linee della metropolitana o allungare quelle già «sui binari». Ma anche: vietare l’ingresso dei tir in città o creare più parcheggi - non a pagamento, ovviamente - sia in centro che in periferia. È il traffico il chiodo fisso dei milanesi che vivono in zona 5, Gratosoglio-Quintosole. Poche gioie e molti dolori per il tempo perso imbottigliati sulle strade tra le auto e i mezzi pubblici, o alla ricerca spesso avventurosa di un posteggio libero. Problema numero uno, corredato da una serie di proposte raccolte nell’apposito blog sul sito di Letizia Moratti (www.letiziamoratti.it), ma anche registrate al numero verde (800.989994) o suggerite all’istituto «Euromedia research» che il 19 dicembre ha eseguito per conto del candidato sindaco del centrodestra un sondaggio telefonico su un campione rappresentativo prestratificato.
Dopo le puntate di ieri e venerdì, dedicate alle zone dalla 1 alla 4 (Duomo e Loreto, Città Studi-Lambrate e Forlanini-Corvetto) tocca ora alle proteste e alle proposte dei residenti in zona 5 e 6, Gratosoglio-Quintosole e Barona-Lorenteggio. In entrambi i casi, traffico e casa sono in cima alla classifica delle emergenze. I cittadini del Gratosoglio scrivono sul blog o dicono ai sondaggisti che ci vorrebbero più piste ciclabili, parcheggi per i residenti, mezzi pubblici, ma ritengono che anche un maggior numero di sensi unici migliorerebbe la circolazione sulle strade. Gli affitti sono troppo alti, vanno aumentate le case popolari e create soluzioni a basso costo per le fasce più deboli e per gli studenti fuori sede. Ambiente e inquinamento sono sentiti come problemi più urgenti, in zona 5, della sicurezza, ma non risparmiano suggerimenti per l’uno e l’altro «buco grigio» della città. I residenti hanno fame di aree verdi, e possibilmente più pulite; per ridurre lo smog non sono affatto contrari alla chiusura del centro alle auto, ma ritengono che il Comune dovrebbe potenziare anche i controlli sui livelli di inquinanti emessi dalle aziende milanesi. La lotta per l’aria pulita va combattuta, dicono, sostituendo i vecchi impianti di riscaldamento con modelli eco-sostenibili. La città sarebbe invece più sicura, secondo i residenti in Gratosoglio-Quintosole, se i controlli verso gli immigrati e nei campi rom fossero più efficaci, se le persone che commettono reati minori - dagli atti vandalici agli scippi - venissero punite in modo più serio e se si vedessero più vigili di quartiere sulle strade.
Anche alla Barona e in zona Lorenteggio il tempo perso sulle strade fa impennare il traffico in testa alla lista dei problemi. La denuncia dei cittadini si accompagna, anche in questo caso, ad uno spettro di soluzioni possibili: dalla costruzione di strade alternative (sopraelevate o sottopassi) alla creazione di parcheggi per residenti e ad una migliore manutenzione delle strade. Il problema delle occupazioni abusive del Giambellino è nelle cronache, non è un caso che questa volta l’emergenza casa e sicurezza vanno quasi di pari passo e si incrociano: i cittadini dicono che le istituzioni dovrebbero occuparsi maggiormente delle periferie, sgomberare gli alloggi occupati e riadattarli come case popolari, migliorare la sicurezza anche per le persone anziane e controllare di più gli immigrati.
«Se mi guardo intorno - scrive sul blog una residente di via Gonin - vedo sporcizia, palazzi imbrattati, barboni e extracomunitari che bivaccano buttando bottiglie di birra nei nostri giardini». Un ex residente di via San Gimignano racconta invece di essersi trasferito a Grosseto: «A Milano ho lasciato il cuore, ma soprattutto la mia famiglia. Ho due genitori anziani e la prego - chiede a Letizia Moratti - di fare molto per la sicurezza. Spero che loro, come tanti altri “vecchietti”, possano vivere tranquilli l’ultima parte della loro vita».