Lorenzin: «Un responsabile per ogni collegio del Lazio»

Al via venerdì 16 la macchina elettorale di Forza Italia con la riunione del coordinamento regionale

Marcello Viaggio

Parte il 16 settembre la macchina elettorale di Forza Italia a Roma. Il coordinamento regionale del partito ha organizzato una riunione a porte chiuse, appuntamento in Villa Piccolomini alle ore 10, con la partecipazione di parlamentari eletti nel Lazio, consiglieri regionali, comunali, provinciali, responsabili di partito. Ieri pomeriggio, inoltre, sono stati decisi, in via dell’Umiltà, i nomi dei 43 responsabili dei collegi elettorali nel Lazio. Per la coordinatrice Beatrice Lorenzin, quello di venerdì è un appuntamento decisivo per fare il punto sulla designazione del candidato sindaco. Fra i partecipanti al summit, l’europarlamentare Antonio Tajani, Giorgio Simeoni, Giampaolo Sodano, Cosimo Ventucci, Raffaele D’Ambrosio e Stefano De Lillo. L’impressione è che come sindaco Fi punti a un nome importante della società civile. Possibile anche una rosa di candidati, da discutere con i partiti alleati della Cdl.
Beatrice Lorenzin, finora di nomi per trovare l’anti Veltroni se ne sono fatti molti, da parte dell’Udc e An. Forza Italia è invece rimasta sulle sue.
«Non lanciamo nomi alla stampa per poi bruciarli, preferiamo sederci a un tavolo con gli alleati per cominciare a discutere seriamente. Di sicuro per noi il candidato dev’essere di livello nazionale. Veltroni ha una fortissima immagine, la Cdl deve puntare su candidati di primissimo piano. Ovvio che come secondo partito della coalizione, sulla scelta faremo sentire il nostro peso. Si tratta di indicare la squadra: sindaco, vicesindaco, assessori, con un ragionamento molto più articolato di quel toto-nomi finito sui giornali».
Sodano afferma che sono caduti da tempo gli steccati fra laici e cattolici. Quale sarà, quindi, l’identikit del candidato?
«Quello di una persona capace di tenere insieme i valori di una città cristiana e cattolica come Roma, con la tradizione di tolleranza e solidarietà che la contraddistingue».
Nella proposta di legge regionale di Nieri, però, si parla di abolire la legge Storace sulla famiglia tradizionale. Di riconoscimento giuridico delle coppie gay, in antitesi con la base cristiana della società.
«Con tutti i problemi che gravano sulle famiglie, dalla casa agli asili nido, la sinistra punta soprattutto alle battaglie ideologiche a favore di trans e omosessuali. E allo scardinamento della famiglia. Assurdo».
Immaginiamo la gioia di Verzaschi e degli altri fuoriusciti azzurri approdati all’Udeur, ora che anche Mastella ai Pacs ha detto un no secco e senza discussioni.
«Chi è passato a sinistra, trovando posizioni diametralmente opposte, avrà grossi problemi».
Anche il vostro ex capogruppo al Comune, Lovari, però, sembra abbastanza favorevole ai Pacs, no?
«Il nostro ex capogruppo è diventato ex proprio su questa questione».
Il presidente Silvio Berlusconi, a proposito di fuoriusciti, ha parlato di topi che abbandonano la nave.
«Nel Lazio erano tutti personaggi insignificanti, senza di loro correremo più leggeri e veloci. Ho appena indicato i responsabili dei 43 collegi regionali, formalizzeremo oggi i nomi con il coordinamento nazionale. Saranno il vero motore della campagna elettorale».