Lorenzo Lusitano

Si conosce pochissimo di questo Beato, sul quale bisogna stare attenti perché «Lusitano» non è il cognome ma indica la provenienza, essendo il Lorenzo in questione di origine portoghese. Le poche cose che si sanno di lui sono presto dette. Pare che sia vissuto nel XIV secolo. Apparteneva molto probabilmente all’ordine dei monaci gerolamiti e al monastero detto «del Bosco» a Belém, un antico sobborgo della capitale Lisbona. In una cronaca dell’ordine, scritta nel XVI secolo dal religioso Pedro de la Vega, si dice che padre Lorenzo era un religioso stimatissimo in tutto il regno e tenuto in concetto di santità dal popolo. Doveva essere dotato di carismi soprannaturali, in particolare quelli del consiglio e della scrutazione dei cuori, dal momento che il suo confessionale era costantemente assediato. Lorenzo «lusitanus» annoverava tra i suoi penitenti anche la regina del Portogallo, Eleonora, consorte del re Ferdinando I. Il santo religioso morì, pare, verso la fine del Trecento, un 9 di febbraio per la precisione. Narrano che sulla sua tomba crebbe un cespuglio di rovo un po’ speciale. Sembra che sulle foglie si potesse leggere l’inizio dell’antifona Rubum quem viderat Moyses, che si riferisce al celebre episodio biblico in cui Dio si manifesta a Mosè appunto in un roveto ardente. Naturalmente, quella sepoltura diventò affollatissima meta di pellegrinaggio per tutti i portoghesi. Anche parecchie teste coronate si fecero vedere colà a pregare. La devozione a Lorenzo Lusitano non tardò ad allargarsi alla confinante Spagna, dove vengono conservate alcune sue reliquie.