Lorenzo vola, si rompe, ma corre Valentino: "Ha sbagliato"

Lo spagnolo vuole gareggiare lo stesso. La diagnosi: frattura dell'apice del malleolo mediale sinistro, ferita al ginocchio sinistro e un edema a calcagno,
astragalo e tibia. Si profila un duello Rossi-Stoner

Shanghai - È il pilota del momento e Jorge Lorenzo non perde occasione per mettersi in mostra. Nel bene o nel male. Così, dopo aver conquistato, al debutto in MotoGp, tre pole position in altrettante gare, dopo essere sempre salito sul podio, dopo aver subito un'operazione all'avambraccio destro solo ventiquattro ore dopo l'incredibile trionfo in Portogallo, questa volta Lorenzo si è fatto notare per un volo pazzesco nelle prime libere del Gp della Cina, con conseguenze, però, fortunatamente meno drammatiche di quanto si potesse ipotizzare vedendo le immagini televisive. «Frattura dell'apice del malleolo mediale sinistro, già rotto in passato, ferita al ginocchio sinistro e un edema da impatto a calcagno, astragalo e tibia della caviglia destra, senza segni di frattura» è la diagnosi del dottor Claudio Costa, dopo una serie di radiografie effettuate all'ospedale Huashan di Shanghai. In pratica, il capoclassifica del mondiale, seppure a pari merito con un altro spagnolo, il nemico Daniel Pedrosa, ha riportato una piccola frattura alla caviglia sinistra e, a meno di complicazioni impreviste durante la notte, oggi (in Italia le quattro del mattino) Lorenzo potrebbe essere già tornato in sella alla sua Yamaha M1.
«Le probabilità che domenica Jorge possa correre sono molto più alte di quelle che non ce la faccia» conferma il dottor Costa, ottimista per natura e, soprattutto, profondo conoscitore delle ossa e della psicologia dei piloti. Insomma, farà di tutto per esserci, anche perché Lorenzo, come tutti i suoi colleghi, è un duro, e si è visto pure domenica scorsa in F1 con il terrificante incidente di Heikki Kovalainen come questi ragazzi siano capaci di dimenticare in un nano secondo incidenti che per le persone normali porterebbero a incubi pazzeschi.
«Che botta - commenta Rossi dopo aver rivisto le sequenze della caduta -! Lorenzo è stato in aria un sacco di tempo, ricadendo sulle ginocchia da un'altezza pazzesca, anche perché in quel punto della pista c'è una pendenza del 15% e, quindi, ai metri provocati dal disarcionamento dalla moto, vanno aggiunti quelli del dislivello dell'asfalto».
La dinamica dell'incidente, avvenuto nella chicane dopo la lunghissima curva a destra a quasi 360° che segue il rettilineo di arrivo, è abbastanza chiara: la gomma posteriore perde aderenza e Jorge viene sparato in aria, un po' come succedeva una volta appena toccavi il gas con le vecchie e più scorbutiche 500 2T. Una chicane che lo spagnolo ha affrontato a circa 90 km/h, anche se si tratta solo di un'ipotesi, perché nel violento impatto con l'asfalto è andato distrutto l'equipaggiamento per l'acquisizione dati. «Stando alle immagini televisive - prova a spiegare Valentino -, gli si è alzato l'anteriore della moto e quando la ruota ha ritoccato l'asfalto, tutto il carico è stato trasferito alla gomma posteriore che, inevitabilmente, ha perso aderenza. Probabilmente, Jorge è stato troppo aggressivo nel cambio di direzione ed essendo il primo giro dopo l'uscita dai box il pneumatico era freddo. Non credo però che si sia spaventato più di tanto, perché un pilota prende paura solo quando si fa molto male».
In effetti, dopo gli accertamenti in ospedale, Lorenzo è tornato in circuito e, seppure dal lettino della Clinica Mobile, ha seguito la seconda sessione di prove, apparentemente abbastanza sereno. Sicuramente non sarà al meglio della condizione, ma Jorge, il bambino con il grugno da duro, è pronto per entrare in quello che il dottor Costa definisce: «Il mondo degli eroi».