Loretta: "A Miss Italia se Mike vuole faccio pure la valletta"

La Goggi presenterà il concorso accanto a Bongiorno: "Ma la mia carriera futura è in teatro". "Un reality? Mai. Il pubblico apprezza quello che faccio in scena, non il mio privato"

Paola Manciagli 

Milano - «Magari potessi fare la valletta di Mike! Vorrebbe dire che ho trent’anni di meno. Invece mi tocca presentare». Naturalmente fa una battuta, Loretta Goggi, per commentare il suo ritorno in tv sul palco di Miss Italia. Quest’anno il concorso di bellezza (in onda su Raiuno dal 20 al 24 settembre) cala gli assi: al decano dei presentatori Mike Bongiorno affianca un’altra artista che ha fatto la storia della nostra Tv. Loretta Goggi è stata la pioniera del varietà di Canale 5 (Hello Goggi, 1981), la prima donna a condurre un quiz (Loretta Goggi in quiz, Raiuno, 1984) e la prima che ha presentato il Festival di Sanremo (1986). Ha debuttato a nove anni e mezzo con lo sceneggiato Sotto processo, diretto da Anton Giulio Majano e da allora è cresciuta a pane e spettacolo. Oltre ad avere tenuto in mano il microfono in ogni genere di show, ha fatto successo come cantante (con Maledetta primavera ha venduto un milione di copie in tutto il mondo), imitato (uno dei cavalli di battaglia più recenti è il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce), doppiato (dal canarino Titti nel cartoon Gatto Silvestro ad attrici come Ornella Muti e Agostina Belli) e recitato a volontà: ha sfondato nel 1968 con La freccia nera, ma l’abbiamo vista anche nella più recente sit-com Mediaset Due per tre con Johnny Dorelli.

Signora Goggi, che cosa combinerà sul palco con Mike?
«Non lo so ancora ma sono pronta a tutto, potrei cantare o fare imitazioni».

A chi è venuta l’idea del suo ingaggio?
«Mi ha convinto la Rai. Avevo presieduto la giuria tecnica del concorso due anni fa e mi aveva appassionato. E poi a Mike voglio molto bene. C’erano le condizioni ideali perché accettassi».

È stata via dal piccolo schermo per quindici anni...
«Me ne sono andata quando sono iniziate le telefonate da casa e la tv è diventata interattiva. Ora il protagonista non è più lo showman ma il pubblico. Condurre un programma non è un punto di arrivo ma di partenza. Non c’è più posto per gli artisti. Funziona giusto Fiorello ma con apparizioni fugaci».

Lei che cosa guarda?
«Sono onnivora. Lavorando in teatro, negli ultimi tempi non posso più seguire il prime time. Mi devo accontentare della terza, o anche della quarta serata. Quindi tanta informazione, film, spezzoni di show in replica».

Non ha visto neanche il remake de "La freccia nera" con Martina Stella nel ruolo che consacrò lei al successo?
«Solo la prima puntata e mi è piaciuto, aveva un ottimo ritmo. In realtà, mi avevano offerto il ruolo della mamma del protagonista, ma non me la sentivo. La freccia nera è uno dei ricordi più belli della mia carriera, non volevo intaccarlo».

La conduzione di Miss Italia è un «ritorno»? Farà altro in Rai?
«Il mio futuro è il teatro. Con lo spettacolo Se stasera sono qui sto avendo successo, riprenderò in autunno e dal 15 gennaio al 2 marzo sarò al Sistina di Roma. Non ho altri progetti in tv e non so neanche che cosa potrei fare».

Un reality?
«Voglio che il pubblico apprezzi le mie capacità in scena, non ci tengo che sappia come sono nella vita reale. Si annoierebbe».


Potrebbe condurne uno.
«Non hanno bisogno di me. Il pubblico che mi applaude in teatro è quello che mi ha visto crescere in quarant’anni di tv. Non conosco i telespettatori di oggi. E i ragazzi non sanno chi sono».

Lei è attrice, cantante, presentatrice, imitatrice, doppiatrice. Ha individuato una sua «erede» fra le donne di spettacolo di oggi?
«L’unica che ha seguito la mia strada è Paola Cortellesi. Canta, recita al cinema, lavora in tv. Sa muoversi in ogni direzione e fa bene, in questo modo non ci si annoia mai».

E che cosa ne pensa delle innumerevoli showgirl coinvolte in inchieste della magistratura e scandali?
«Penso che da ragazza dovevi essere una gran cozza, in quarant’anni di tv nessuno mi ha mai messo le mani addosso né offerto droghe. Forse i tempi sono cambiati o forse sono le ragazze che hanno un’idea dell’artista alla “genio e sregolatezza”. Non hanno capito che per fare spettacolo ci vuole cervello».